4.14.2006

lo sciopero di sabato

LETTERA APERTA AGLI INDECISI

Care colleghe e cari colleghi,
l’assemblea generale dei lavoratori di tutti i negozi, tenutasi martedì 11 Aprile ha deciso di indire per sabato 15 Aprile due ore di sciopero per costringere l’azienda a riaprire le trattative in merito al nostro contratto integrativo.

A Poche ore da questa inedita e cruciale scadenza è importante che ci chiariamo tra di noi in tutta franchezza. È il nostro sciopero e deve riuscire. L’assemblea lo generale lo ha dichiarato consapevole di ciò che significa, per noi, per l’azienda e per il nostro contratto. L’assemblea dei lavoratori è senza dubbio l’ambito decisionale più democratico all’interno dell’azienda di cui facciamo parte. Tutti possono partecipare, tutti si possono esprimere e tutti possono essere d’accordo o in disaccordo con ciò che democraticamente l’assemblea decide. Certo, l’adesione o meno ad uno sciopero è una scelta individuale che spetta ad ognuno di noi fare in assoluta libertà ma anche con coscienza di ciò che le nostre scelte determinano. Così è sempre stato con gli scioperi generali e politici e così sarà anche a questo giro.
Lo sciopero di sabato però è uno sciopero diverso rispetto ai precedenti. È il nostro sciopero e anche per questo è giusto parlarne con franchezza. Il contratto per il cui rinnovo è stato dichiarato lo stato di agitazione è il contratto di tutti. Le trattative sono ferme perché l’azienda non vuole ascoltarci. Se abbiamo deciso di scioperare è perché tutte le altre strade risultavano impraticabili. L’azienda è stata fin troppo chiara: quanto ci hanno proposto è quanto ad oggi sono disposti a darci. Ad oggi. E domani? Dopo uno sciopero riuscito?
Insomma, adesso dipende tutto da noi, da tutti noi. Decidere di non scioperare è una scelta legittima e che deve essere rispettata. Ciò non toglie che è una scelta che oggettivamente si pone contro tutti gli altri colleghi che invece hanno deciso di scioperare. Non scioperare sabato significa indebolire la lotta che la maggioranza di noi ha democraticamente deciso di intraprendere. Una lotta i cui risultati varranno per tutti, per chi avrà scioperato, esponendosi di fronte all’azienda, perdendo soldi in busta paga ma anche per chi invece avrà deciso di non scioperare. Il contratto è uno e anche la lotta dovrebbe essere tale, decisa da tutti e che dovrebbe essere di tutti, anche questa è democrazia. Quando abbiamo votato l’odg durante le assemblee nei negozi i delegati sono stati chiari:bocciare l’ipotesi d’accordo proposta con quei toni vuol dire assumersi la responsabilità della propria scelta e già nelle assemblee si è cominciato a pensare a quali metodi di lotta usare per sbloccare la situazione.
Lo sciopero è un diritto sancito dalla nostra costituzione, l’azienda non potrà (è la legge a dirlo!) prendere provvedimenti contro chi sciopera. Se poi l’adesione sarà massiccia neanche gli converrebbe, più lo sciopero è compatto e meno i colleghi che hanno deciso di far sentire la propria voce saranno soli.

L’azienda in questi giorni sta tradendo il proprio nervosismo: continue domande ai colleghi per capire che intenzioni abbiamo, atteggiamenti intimidatori per dissuadere l’adesione, notizie false o forvianti per seminare il dubbio e la confusione. Ma tutto ciò è normale e non c’è da aver paura. Il loro nervosismo è la riprova del fatto che temono di perdere. In queste situazioni dobbiamo fare fronte compatto.
SABATO SARANNO IN SCIOPERO ANCHE I COLLEGHI DI ROMA, NAPOLI, ANCONA PESCARA E ALTRE CITTA’ PARTIRANNO SUBITO DOPO.

SCIOPERA ANCHE TU! NON LASCIARCI SOLI!