1.29.2006

RIDUZIONE D’ORARIO SETTIMANALE A 39 E 38 0RE

Eccovi una noiosissima ma importante “spiega” di che cos’è la riduzione d’orario e di come l’azienda vorrebbe applicarla. Prima dell’estate abbiamo costruito collettivamente e presentato all’azienda la nostra piattaforma rivendicativa per il CIA. Di ritorno dalle ferie l’azienda ha gentilmente cestinato la nostra piattaforma e ne ha presentata a sua volta una che appunto conteneva la richiesta di applicare le39/38 ore come reso possibile da CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) del commercio. Nonostante la nostra ferma opposizione alla proposta aziendale così come è articolata, la questione riduzione d’orario è sempre rimasta sul piatto. Per l’azienda è imprescindibile. Abbiamo verificato nell’ambito delle assemblee nei negozi e del “questionario lampo” dei giorni scorsi che la nostra posizione non è cambiata. L’azienda insiste e riformulerà la proposta mettendo sul piatto qualcosa che ci possa far digerire lo scippo dei nostri permessi. Vedremo quel che salterà fuori. Faremo le nostre valutazioni e decideremo sul da farsi. TUTTI.

Vista la centralità che la riduzione d’orario ha avuto nella dinamica della trattativa e nell’impianto complessivo del CIA che l’azienda vorrebbe farci firmare è importante che tutti ci ragionino un po’ sopra. A voi alcuni spunti:
Ogni anno a marzo l’azienda liquida le ferie ed i permessi maturati nell’anno precedente e non goduti dal lavoratore entro marzo. Dal momento che spesso si è impossibilitati a godere dei permessi per i problemi di sott’organico dei negozi e che cmq molti colleghi rinuncino a goderne (come anche della 5° settimana) per recuperare un po’ di soldi, l’azienda deve liquidare ogni marzo cifre consistenti.
La quinta settima di ferie è stata introdotta dallo scorso rinnovo contrattuale per incentivare la fruizione dei permessi e limitare la spesa connessa alla liquidazione dei permessi non goduti.
La riduzione d’orario è uno strumento che permette di intervenire in questo meccanismo in quanto le ore di riduzione sono in gran parte ore di permesso del lavoratore più un contributo da parte aziendale. La riduzione d’orario ha però come immediata conseguenza l’aumento della produttività del lavoro, come dicono loro, ma visto che il lavoro da fare è sempre lo stesso e diminuiscono solo le ore per farlo, questo aumento della produttività è in realtà solo l’aumento dei carichi di lavoro per ciascuno di noi, come se la situazione di sott’organico che caratterizza molti negozi non bastasse…!

La riduzione d’orario è calcolata a livello settimanale ma la proposta aziendale prevede che la riduzione avverrà attraverso l’accorpamento delle ore di riduzione, visto che 1a o 2 ore in meno alla settimana quando si lavora su turni non fanno certo la differenza. In sintesi si continua a lavorare 40 ore settimanali e la riduzione si gode accorpando le ore e usufruendone ciclicamente. Nel caso delle 39 ore ad esempio si lavorano 40 ore la settimana e una volta al mese si deducono 4 ore dall’orario giornaliero o 8 ogni 2 mesi. Comunque ecco vi la spiega tecnica:

articolazione della proposta aziendale:
Nel caso di passaggio a 39 ore: l’azienda propone che la riduzione avverrà attraverso accorpamento in ragione di 4 ore al mese o di 8 ogni 2 mesi oppure attraverso l’accorpamento in un'unica soluzione per un massimo di 16 ore (2gg).
Nel caso di passaggio a 38 ore: l’azienda propone che la riduzione avverrà attraverso accorpamento delle riduzioni in ragione di 8 ore al mese oppure attraverso l’accorpamento delle riduzioni in un'unica soluzione per un massimo di 24 ore (3gg).
La riduzione a 39 e 38 ore non si applicano al personale part-time, ai primi livelli ed ai quadri tutti.

…ma facciamo un paio di conti:
ogni anno un lavoratore full-time matura 104 ore di permessi retribuiti. Facendo la 5° settimana di ferie con le ore dei permessi questi si riducono a 64 ore. Liquidare 64 ore di pir è già più conveniente di liquidarne 104. ma non basta. La riduzione d’orario, che suona come una proposta accattivante in realtà è un modo per farci usare altri permessi. Infatti ridurre l’orario a 39/38 ore significa lavorare 48/96 ore in meno all’anno. Ma la riduzione d’orario la finanziamo noi con i nostri permessi.
Per le 39 ore settimanali ci verrebbero scalati dai permessi 36 ore le altre 12 per arrivare a 48 (le ore lavorate in meno all’anno per via della riduzione d’orario) le mette l’azienda che inoltre incrementa i monteore permessi di 4 ore. Ma quante ore di permesso ci sono rimaste?
se uno fa anche la 5° settimana di ferie: 104 (permessi mat.) - 40 (5° settimana di ferie) -36 riduzione d’orario + 4 ore di permesso = 32 ore di permessi.
Se uno non fa la 5° settimana di ferie: 104-36+4=72 ore
Per le 38 ore settimanali le cifre vanno semplicemente raddoppiate. Ci scalano 72 ore, l’azienda ne mette 24 per arrivare a 96 (le ore lavorate in meno per via della riduzione a 38) e ne aggiunge 8 al monte ore dei permessi (se hai più di 12 mesi di anzianità altrimenti solo 4) = 40. quindi a noi la scelta o la 5° settimana di ferie e niente permessi o 40 ore di permessi e niente 5° settimana di ferie.

La tempistica della proposta aziendale:

►per il personale full-time in forza alla firma del contratto:
Passaggio alle 39 ore settimanali entro e non oltre il 31 marzo 2006. a fronte del raggiungimento di questo obbiettivo organizzativo l’azienda propone il riconoscimento di un premio una tantum 2006 di 50€ lorde, l’erogazione avverrà il 31 marzo 2007.

Passaggio da 39 a 38 ore settimanali entro il 31 marzo 2008. a fronte di ciò l’azienda propone il riconoscimento di un ulteriore premio una tantum 2008 di 50€ lorde, l’erogazione avverrà il 31 marzo 2009.

►Per il personale assunto successivamente alla firma del CIA
l’assunzione è prevista fin da subito a 38 ore settimanali senza alcun riconoscimento una tantum .

… e quindi ?
Questa è l’ultima formulazione tecnica, presentata dall’azienda nell’ambito dell’incontro con i delegati a Milano il 24 e 25 gennaio. I delegati l’hanno respinta. L’azienda ci farà pervenire un nuovo documento nel quale la riduzione d’orario non sarà cancellata ma sarà probabilmente riformulata nei suoi dettagli tecnici ( che ne dite dell’accorpamento della riduzione in una 6a settimana di ferie?) o trovando una compensazione nell’ambito di una proposta di rinnovo che è di per sé povera (e se ci dessero un’aumento salariale?). Per ora sul piatto non c’è nulla è quindi importante tenersi pronti nel caso la nuova formulazione della proposta non meriti la nostra attenzione per valutare la ripresa della mobilitazione.
Quando questa proposta perverrà ai delegati la parola dovrà tornare ai lavoratori di tutt’Italia con 2 alternative:

- Sospendere le trattative, riprendere lo stato di agitazione e intensificare la lotta
- accettare la proposta con la possibilità di apportare qualche lievissima modifica.

14 Comments:

At 1/29/2006 7:29 PM, Anonymous Alan Ford said...

La sesta settimana di ferie è allettante, ma se non abbiamo i soldi per godercele cosa ce ne facciamo...Se proprio non si può evitare la riduzione, ok almeno una settimana di ferie, e non le 4 o 8 ore accorpate (quando vogliono i capetti, poi, si sa). :-(

 
At 1/30/2006 11:00 AM, Anonymous Anonimo said...

6° settimana di ferie assolutamente! Anche se non vado da nessuna parte, me ne sto a casa o vado a farmi due passi e ci guadagno di salute...

 
At 1/30/2006 11:19 AM, Anonymous Un milanese said...

Sempre meno soldi, sempre più tempo libero, pazienza, ci inventeremo qualcosa. Vai per la sesta settimana! Poi chi rimane in libreria non si sa, ma abbiamo già capito che il futuro è il self-service, altro che customer care!

 
At 1/30/2006 11:24 AM, Anonymous Anonimo said...

accetterei solo l'accorpamento delle 4 ore mensili ogni 2 mesi, facendo cioè una giornata intera,
che, compatibilmente con le esigenge del punto vendita,sarebbe fissata da noi e non quando fa comodo all'azienda.
altrimenti sesta settimana, anche se collocata dove vuole l'azienda

 
At 1/30/2006 6:05 PM, Anonymous dubbio said...

a me sembra proprio una fregatura..
i permessi sono importanti anche per poter disporre del proprio tempo senza dover essere costretti ad elemosinare ai nostri capi cambi turni.
- permessi
+ ricattabilità del tipo " sei stato bravo quindi ti do la possibilità di entrare due ore dopo per accompagnare tuo figlio dal dentista ma mi devi un favore..."
Del resto mi sembra di capire che questa riduzione d'orario sia soprattutto( tanto per cambiare!!)a carico nostro sia per le ore di permesso che dal punto di vista retributivo.
loro risparmiano soldi, riducono le assenze dovute ai permessi e possono programmare meglio il lavoro riducendo il personale..
ma noi che vantaggi abbiamo?

 
At 1/30/2006 6:27 PM, Anonymous burzum said...

Sesta settimana di ferie o morte! Nessuna alternativa, nessun compromesso!

 
At 2/02/2006 7:05 PM, Anonymous Anonimo said...

abbiamo sbagliato ad aver pieta' del nemico lo sciopero di dicembre e' li' che grida vendetta e loro se sono subito approfittati facendo di nuovo la voce grossa ..scampato pericolo... ora mi raccomando alla prossima iniziativa cerchiamo di picchiare duro x esempio 2 bei sabati consecutivi pre pasquali e mi raccomando signori capi e capetti vari voi tenetevene fuori intanto un rinnovo del contratto non vi riguarda ,uno sfacelo organizzativo del ns. lavoro tanto meno, la formazione e' un optional ,il sotto organico perenne si puo' affrontare facendo gruppo siamo una squadra cosi' ci hanno insegnato vero ...va be vi daranno il solito premio ad personam segretissimo lo danno solo ai migliori. X UNA VOLTA SMENTITEMI VI ASPETTO IN PIAZZA.VOSTRO ATTILA

 
At 2/13/2006 10:52 AM, Anonymous Anonimo said...

Oltre ad essere d'accordo con dubbio, credo che sia necessario comunque che in qualche modo nel contratto si inseriscano delle clausole che impediscano il ricatto, io ho bisogno di un permesso è un mio diritto e non devo niente a nessuno se me lo danno....come si fa a farglielo capire? Per il resto sono solo moderatamente d'accordo con la sesta settimana di ferie...è vero l'idea è allettante, ma ci vuole personale per evitare che chi rimane salti il pranzo...oppure decidiamo pure per il self service, ma se devo venire in libreria solo a mettere a posto i libri sugli scaffali ci vengo negli orari che decido io e non in quelli che mi impone l'azienda...ad aperture e chiusure casse e magazzino che ci pensino pure i capetti...in fondo loro ci credono ancora o no?

 
At 4/19/2006 8:50 AM, Anonymous Anonimo said...

io pagherei per avere un contratto così. una giornalista

 
At 4/21/2006 4:25 PM, Anonymous Anonimo said...

giornalista, se vuole facciamo cambio.una cassiera

 
At 2/23/2007 12:42 PM, Anonymous Anonimo said...

Anche noi abbiamo questo problema. Mi fate capire una cosa:
Nel commercio (centro abbigliamento) quando giorni di ferie ci spettano e quanti permessi si hanno?

 
At 11/06/2009 4:06 AM, Anonymous Anonimo said...

quello che stavo cercando, grazie

 
At 11/06/2009 4:14 AM, Anonymous Anonimo said...

quello che stavo cercando, grazie

 
At 9/08/2013 10:40 PM, Anonymous Anonimo said...

scusate il ritardo ma....è valida ancora oggi questa norma? in azienda da noi il direttore comincia a parlare della stessa cosa.firmare una riduzione oraria da 40 a 39 ore settimanali.posso rifiutarmi??? che ne dite voi? o se lo sapete..dove posso reperire info.graxie

 

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