5.25.2006

La lotta paga!

gli scioperi costringono l’azienda a riaprire la trattativa!


La commissione trattante del coordinamento nazionale dei delegati è stata convocata a Roma lunedì 29 e martedì 30 dall’azienda.
Il muro di silenzio che la direzione aziendale si è costruita attorno comincia a cedere, vistose crepe minano la compattezza della dirigenza, la fermezza ostentata dai due presidenti vacilla.
La lotta paga. Lo stato di agitazione, le mobilitazioni, gli scioperi, hanno costretto l’azienda a tornare sui propri passi, a riaprire la trattativa sui nostri punti imprescindibili. Vedremo che propongono, ma intanto vi ricordate la lettera firmata da Carlo Feltrinelli e Dario Giambelli che introduceva la loro proposta di rinnovo del contratto integrativo? Quella in cui, fra l’altro, si affermava che “quanto contenuto nel documento allegato rappresenta le migliori condizioni che possono essere assicurate alla luce di quanto sopra esposto”.
Questo sostenevano i due presidenti, senza aver mai partecipato alla trattativa e con l’evidente obbiettivo di chiuderla d’autorità. Ma il nostro stato di agitazione ha colpito nel segno! Oggi i calcolatori hanno ricominciato ad elaborare dati e ad abbozzare ipotesi e proposte, il consulente sale e scende la torre 3…


La proposta ed i toni della lettera dei due presidenti sono stati bocciati da tutte le assemblee dei lavoratori in tutta Italia. Il 30 Marzo è iniziato lo stato di agitazione, l’11 aprile tutti i lavoratori di Milano si sono riuniti in assemblea e hanno organizzato le mobilitazioni, il 15 aprile Milano ha dato il via al primo giro nazionale di scioperi con ottima riuscita sia sul piano delle adesioni, sia su quello della visibilità. La settimana successiva hanno scioperato altri negozi in altre città, reiterando il successo. Concluso il primo giro di scioperi, l’azienda, dopo il primo iniziale imbarazzo, ancora tace… Non ci aspettavamo una simile riuscita delle agitazioni, ma soprattutto non se l’aspettavano loro… Segnali evidenti di nervosismo e sorrisi appassiti di direttori, capi-area, capi-canale e ancora più su… danno l’idea della cantonata che la direzione aziendale ha preso nel valutare lo stato dei rapporti di forza. Hanno così tentato di far rientrare il secondo giro di scioperi con una lettera recapitata direttamente ai negozi, il giorno prima dello sciopero, nella quale si parlava di tutto, senza dire niente...
Nonostante ciò il giorno dopo lo sciopero è riuscito pienamente. I colleghi da tutti i negozi si sono concentrati davanti al Megastore di Piazza Piemonte e hanno “celebrato il loro evento”… Ancora una volta abbiamo scioperato compatti ed uniti, ed ancora una volta la direzione ha dovuto incassare il colpo… inaspettato e diretto!

Oggi la fermezza cede il passo ad una ritrovata disponibilità. Vedremo cosa ci proporranno, ma con una consapevolezza inalienabile: non abbiamo fretta di chiudere la partita perchè il gioco lo stiamo conducendo noi. Se quello che uscirà dalla due giorni di trattativa non ci soddisferà, sapremo già cosa fare e come farlo! Abbiamo imparato che possiamo incidere, che le gerarchie, il potere ed il controllo dei capi nulla possono contro di noi quando siamo uniti e solidali. Tutti i dubbi che hanno preceduto gli scioperi sono scomparsi ora che siamo consapevoli della nostra forza e che l’abbiamo dimostrata. Appena sapremo quello che l’azienda è disposta a dare è urgente incontrarsi tutti, per fare il punto della situazione e decidere che fare, con la consapevolezza che qualsiasi cosa si decida la si dovrà decidere insieme e tutti perchè l’unità, la democrazia e la solidarietà sono la nostra forza e quindi la nostra pratica.

13 Comments:

At 5/26/2006 4:56 PM, Anonymous Anonimo said...

mi auguro che gli abbiamo dimostrato la differenza tra chiedere e rivendicare... speriamo che sappiano accettare la sconfitta e aprano il portafoglio...

 
At 5/26/2006 7:50 PM, Anonymous cavernicolo rosso said...

la vedo dura...quelli hanno il braccino corto...
comunque non credo che finirà tutto in tempi brevissimi...
qualche furbata la faranno per non ammettere la sconfitta...
comunque gia non vedere il nano che si aggira per i negozi con la sua faccia ebete a chiedere se siamo felici è una vittoria...
nano diccelo te una volta tanto " sei felice?" " tutto bene?"

 
At 5/26/2006 7:55 PM, Anonymous nina said...

ciao a tutt@, sono una precaria romana di adozione e non lavoro alla
feltrinelli...ma ogni tanto, quando me lo posso permettere (quindi veramente
ogni tanto), mi compro qualche libro a feltrinelli o altre volte capita che
giangiacomo me ne regali qualcuno....la cultura costa troppo!!!
sono una precaria autorganizzata di questa città e insieme ai miei compagni e
alle mie compagne, fuori e dentro i nostri differenti posti di lavoro, cerchiamo
quotidianamente di cambiare e trasformare le nostre vite e la nostra condizione
di precarietà... mi piacerebbe avere qualche contatto di chi a roma nelle
diverse sedi della feltrinelli ha aderito agli scioperi e sta cercando di
costruire qualcosa anche a partire da questo interessante blog. spero di avere
qualche info da qui, perchè come è ovvio quando i precario sono sul posto di
lavoro è difficile, se non impossibile, parlarci....siamo tutti controllati!!!
spero in qualche contatto mail che ci permetta di conoscerci tra "romani" e fare
insieme...l'unione tra precarietà diverse è la nostra forza ...
saluti a tutt@
nina

 
At 5/26/2006 7:55 PM, Anonymous nina said...

ciao a tutt@, sono una precaria romana di adozione e non lavoro alla
feltrinelli...ma ogni tanto, quando me lo posso permettere (quindi veramente
ogni tanto), mi compro qualche libro a feltrinelli o altre volte capita che
giangiacomo me ne regali qualcuno....la cultura costa troppo!!!
sono una precaria autorganizzata di questa città e insieme ai miei compagni e
alle mie compagne, fuori e dentro i nostri differenti posti di lavoro, cerchiamo
quotidianamente di cambiare e trasformare le nostre vite e la nostra condizione
di precarietà... mi piacerebbe avere qualche contatto di chi a roma nelle
diverse sedi della feltrinelli ha aderito agli scioperi e sta cercando di
costruire qualcosa anche a partire da questo interessante blog. spero di avere
qualche info da qui, perchè come è ovvio quando i precario sono sul posto di
lavoro è difficile, se non impossibile, parlarci....siamo tutti controllati!!!
spero in qualche contatto mail che ci permetta di conoscerci tra "romani" e fare
insieme...l'unione tra precarietà diverse è la nostra forza ...
saluti a tutt@
nina

 
At 5/27/2006 11:01 AM, Anonymous diego said...

Forza ragazzi
ciao a tutti!

 
At 5/29/2006 12:58 PM, Anonymous Marco said...

Oggi sul Corriereconomia c'è un bel pezzo della Puato che a differenza della marketta di giorni fa sul Sole 24 Ore (mi pare della Giulia Crivelli), va giù abbastanza dura con l'azienda e il progetto di libreria/supermarket.

In bocca al lupo per il contratto...
M

 
At 5/29/2006 2:52 PM, Anonymous legale said...

Leggo la frase che dite riportata sul documento della direzione e sono sconcertato. L'affermazione “quanto contenuto nel documento allegato rappresenta le migliori condizioni che possono essere assicurate alla luce di quanto sopra esposto” è decisamente illecita e illegale perchè presuppone un celato ricatto "se non accettate questo, andrà peggio", quindi assolutamente antisindacale.
Sono un'esperto in material, seguo il vostro blog, vi ammiro e quindi mi piace l'idea di darvi un po' di consulenza gratuita.

 
At 5/29/2006 5:01 PM, Anonymous Noway said...

Coraggio, che il primo passo e' quasi fatto. Io, nel mio piccolo, provo a sostenervi cosi':fino a fine trattativa, non comprero' piu' un libro alla Effelunga!
Se diventiamo tanti, magari serve.
Domanda: ma Grillo, nel suo Blog, ha mai parlato di effelunga.it ???

 
At 5/29/2006 11:02 PM, Anonymous GiGGi said...

Segue l'articolo del corriere di oggi

Libri e bilanci Quote a Mps, Intesa, Unicredit, SanPaolo-Imi. Oggi l’incontro con i sindacati dopo gli scioperi

Imprese

Le banche nel gruppo. Per affrontare l’espansione «modello supermarket»

B oris Leonidovic Pasternak stringerebbe la mano a Federico Moccia? Lara e Zivago si sentirebbero affini a Babi e Step? Chissà. Eppure sono due simboli: la Feltrinelli di ieri e di oggi. Lontane. Pasternak lanciò via Andegari nel 1957, Moccia è la scoperta da flusso di cassa dell’anno scorso, oltre 100 mila copie vendute con Tre metri sopra il cielo (solo nelle librerie di varia). «Ci ha dato da mangiare», dice un dipendente delle Librerie Feltrinelli di Milano Duomo: laurea, esperienza e mille euro al mese per 40 ore alla settimana su tre turni, «il 70% del tempo passato a spostare libri» o allestire promozioni come quella sul libro erotico con scritta «Exciting». Dice: «Il nostro è un lavoro fisico ormai».
Molto è cambiato nella casa editrice che fu del rivoluzionario Giangiacomo e ora è guidata dal figlio Carlo (e ancora dalla madre Inge). La svolta ha un nome: espansione commerciale. Un metodo: taglio dei costi e conquista di tutti i grandi punti vendita disponibili, a partire dalle aste Grandi Stazioni e Centostazioni. Due conseguenze, infine: agitazioni sindacali e debiti.
È previsto per oggi e domani il primo incontro fra l’azienda e i sindacati per discutere di contratti, competenze, compensi dopo la rottura del 20 febbraio e gli scioperi del 18 aprile e 11 maggio, i primi della storia. Mentre è di quest’anno l’ingresso delle banche nel capitale dell’azienda. Feltrinelli doveva quotarsi e non l’ha mai fatto: «Non se ne parli più», ha detto l’assemblea lo scorso anno. In compenso ha spalancato le porte a sei istituti di credito.
Risulta infatti (atto del 20 gennaio scorso) che la Effe 2005-Finanziaria Feltrinelli spa, la cassaforte di famiglia presieduta da Carlo (formalmente proprietario al 76,33%) e guidata dall’amministratore delegato Francesco Bonzio, abbia ceduto quote (non specificate) della controllata Librerie Feltrinelli a Banca Intesa, Unicredit Banca d’impresa, Credito Artigiano (di cui Carlo Feltrinelli è consigliere), Monte dei Paschi di Siena, Banco di Brescia e SanPaolo-Imi. A sua volta, la stessa holding risulta aperta a cinque banche.
L’atto del 10 maggio 2005 mostra fra i soci di Effe 2005, su pegno, la Bnl, Centrobanca, e di nuovo Unicredit banca d’impresa, Banca Intesa e il Banco di Brescia. In azienda si parla di un prestito bancario concesso di almeno una cinquantina di milioni, ma è solo una voce. Di certo c’è che già nel 2002-2004 il gruppo era molto indebitato. E che serve una barca di quattrini per aprire punti vendita in centri commerciali e stazioni. A fronte di ricavi netti in crescita (da 245 a 286 milioni nel triennio), il gruppo fino a due anni fa era in perdita (-1,81 milioni il consolidato per Effe 2005). Con scarsa redditività: il Roe, l’utile netto sul patrimonio netto, era del 20%; il ritorno degli investimenti solo dell’1,8%; e il rapporto d’indebitamento del 97,8%: uno a uno fra mezzi propri e di terzi.
Ma il piano industriale 2005 parla di investimenti per 83,1 milioni in cinque anni. Ed è di 30 milioni in tre anni il budget dichiarato solo per il progetto Grandi stazioni. La Feltrinelli di stazione Garibaldi a Milano, per esempio, aprirà in giugno: contratto di locazione di 12 anni con Centostazioni (Save). E per quella da 2 mila metri quadri in Centrale, con le Grandi stazioni di Fs-Pirelli-Benetton-Caltagirone, inizieranno i lavori in settembre. Come a Napoli.
È chiaro che serviva un’iniezione di denaro per questo piano d’espansione. Che ha come testa d’ariete la controllata Librerie Feltrinelli, prima per quote librerie in Italia col 25-30% e fucina ormai della gran parte dei ricavi: 248 milioni, dieci volte i 24 milioni della casa editrice pura, la Giangiacomo Feltrinelli editore. Ma il modello supermarket applicato dall’editore del «Che» lascia perplessi dipendenti e concorrenti. «Ci preoccupa il ripiegamento verso gli standard della grande distribuzione», dice Jonas Onidi, delegato sindacale. «Hanno politiche commerciali ai limiti dell’etica, non possono più fare i duri e puri», accusa un noto libraio milanese.
.«C’è un progressivo svuotamento del ruolo del libraio - lamentano in Feltrinelli Duomo -. Tutto è deciso in sede centrale, ti dicono che il modello dev’essere il cross selling di Foot Locker, entri per comprare le scarpe ed esci anche con i calzini. Ma questa gente ha mai messo piede in libreria?». È vero che solo un terzo del mercato del libro in Italia viene ormai dalle librerie, dice Giuliano Vigini, anima storica della Editrice Bigliografica. E il canale «grande distribuzione» è cresciuto di circa il 4% l’anno scorso: il doppio del mercato.
Non è un caso se i nuovi manager vengono da lì: come il direttore Fabrizio Rigante, ex Unieuro. Ma chissà se Giangiacomo Feltrinelli si sentirebbe affine ai banchieri.

 
At 5/29/2006 11:55 PM, Blogger effelunga said...

news dal primo incontro: hanno finito dopo le 23, 12 ore dopo l'inizio dell'incontro...
e domani si continua...

 
At 5/30/2006 2:51 PM, Anonymous Anonimo said...

solidarizzo con voi al 100%
sono un ex libraio con anni di vessazioni e soprusi subiti alle spalle (8 anni)
la lotta paga sempre come la ricerca di altro...
vi abbraccio tutti

 
At 6/01/2006 3:00 PM, Anonymous part time said...

non capisco una cosa: la clausola di flessibilità per i part time la vogliono tenere?
spero di no perché è una grandissima fregatura...

 
At 11/11/2009 6:17 AM, Anonymous Anonimo said...

molto intiresno, grazie

 

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