1.05.2007

il sito dei colleghi di verona:
indirizzo mail per contatti e solidarietà:
Domenica 31 dicembre 2006, ore 17. E' calato definitivamente il sipario sulla storia trentennale del negozio Ricordi di Verona che ha rappresentato per ogni generazione un punto di riferimento musicale. Io stesso durante i miei studi al Conservatorio venivo qui a cercare le pubblicazioni necessarie. Fino a quando nel 1990 fui assunto come responsabile del reparto Edizioni Musicali che rappresentava la parte più antica della G. Ricordi & C con tutto il fascino che portava l'immenso mondo dell'editoria ed il suo enorme patrimonio storico e culturale. Il trovarmi a lavorare quotidianamente con gli spartiti delle opere, le partiture d'orchestra e le riproduzioni dei bozzetti di scena del Teatro alla Scala nonché delle copie dei carteggi autografi di Verdi e Puccini con Tito e Giulio Ricordi mi ha sempre riempito di orgoglio. In tutti questi anni ho conosciuto personalità del calibro di Giuseppe Sinopoli, Nello Santi, Nunzio Todisco, Neil Shicoff, Leo Nucci, Alexander Lonquich, Vittorio Bresciani, André Previn, Neeme Jarvi ma anche Francesco Renga, Samuele Bersani, Biagio Antonacci e Renato Zero.
Poi gli avvicendamenti societari, l'incorporazione da parte della BMG, la forte preoccupazione per le sorti dell'Archivio Storico di Casa Ricordi che sembrava in procinto di lasciare l'Italia ed infine l'acquisizione della catena di negozi da parte delle Librerie Feltrinelli hanno segnato la mia attività fino alla decisione nel 2000 di lasciare per dedicarmi totalmente alla musica. Di tanto in tanto tornavo per brevi collaborazioni e sempre con immenso piacere perchè lavorare con questi colleghi era davvero bello. Un destino amaro mi ha riservato l'ingrato compito di abbassare per sempre la serranda su miliardi di note udite da queste mura in trent'anni di esercizio commerciale; un sipario che cala su una grande opera. Un'immensa perdita culturale per la città di Verona e per moltissime persone che hanno perso il loro punto di riferimento e, perché no? Di incontro per fare quattro chiacchiere sulla musica.
Gian Paolo Dal Dosso

77 Comments:

At 1/05/2007 5:52 PM, Anonymous Anonimo said...

Bello, bravi. Mi piacerebbe che i compratori di cd e i musicisti vedessero questo sito, capissero quanto sono disgraziati quelli di Feltrinelli, e boicottassero i loro negozi.

Ragazzo Rosso

 
At 1/05/2007 6:39 PM, Anonymous Anonimo said...

" Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra,
che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche,
voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo."

Credo che questo estratto di una poesia di Gibran possa esprimere in pieno lo spirito dei ragazzi di Verona, spirito che i nostri cari dirigenti hanno soffocato per seguire le loro stupide regole di mercato.
Vi auguro buona fortuna e vorrei esprimere tutta la mia solidarietà.

Discaia Milanese

 
At 1/06/2007 1:07 AM, Anonymous Anonimo said...

lo share del blog è alle stelle!! sembra di essere tornati alla primavera dei nostri scioperi: 200 accessi solo oggi...
feltrinelli express può portarci solo a orio, le letture ce le sceglimo/facciamo da noi...

 
At 1/06/2007 1:09 AM, Anonymous Anonimo said...

mi associo alla solidarietà della collega milanese ma lapoesia di Gibran, per favore....NOOOOOO!

 
At 1/06/2007 4:26 PM, Anonymous Anonimo said...

Discaia presto tutti i discai avranno eguale sorte...

 
At 1/06/2007 11:01 PM, Anonymous Anonimo said...

Chiunque tu sia, devi pregare Dio che ti dica solo che sei un immenso stronzo!!!

 
At 1/07/2007 12:14 PM, Anonymous contrinf said...

Raid antisemita nella notte tra il 30 e il 31 dicembre a viale Libia e viale Eritrea: su alcuni muri e in almeno sette negozi - tra cui la nuova libreria Feltrinelli - sono apparse scritte contro gli ebrei e svastiche. Molte di queste sono state vergate con vernice gialla, lo stesso colore delle stelle di David che venivano appuntate agli ebrei nei campi di concentramento.

 
At 1/07/2007 3:37 PM, Anonymous Anonimo said...

discaia io sarò anche stronzo ma da ex discaio e tuo collega milanese(magari ci volevamo bene)ti assicuro che ci sono cupe previsioni sul mercato.
il singolo ha perso il 70 per cento in 4 anni.
il cd il 10 all'anno da 3 anni.
SVEGLIA!

 
At 1/07/2007 11:27 PM, Anonymous Anonimo said...

Ma te lo sei mai chiesto (e ne dubito, visto che parli e ragioni come l'"Uomo venuto da lontano") delle cause del calo di fatturato generale del settore musica?
Fermati un attimo a pensare con la tua testa.
Da quando l' azienda ha deciso di centralizzare il lavoro di gestione del prodotto musica (ma anche del multimediale, settore questo in clamorosa espansione, altro che flessione!), tentendo di trattare ogni singola realtà come una pagliuzza di un grosso fascio, le cose sono andate progressivamente peggiorando.
Forse che i colleghi, che fino ad un attimo prima erano stati davvero degli "ottimi" operatori di mercato, si sono "rincoglioniti" ed "impippati" in un batter d' occhio?
Conosco personalmente da anni decine di loro, e metto le mano sul fuoco sulla loro competenza e sulla loro managerialità (anni addietro anche premiata).
Ma quando il lavoro viene ad essere "subito" quasi passivamente, allora ti saltano i nervi, poichè ci si sente presi in giro.
Forse lo sai (ma forse no) che, da qualche tempo, l' assortimento dei primi impianti dei negozi viene fatto da una persona che, di cultura del settore, ne capisce meno di un bagarozzo del Mali.
Però era la direttrice di un "microscopico" punto vendita del Nord-Est, ed allora i suoi meriti l' hanno elevata a questo livello!
Naturalmente lei si affida ai numeri per creare tutto ciò, dimenticando (ma credo che non lo sappia proprio!) che ogni negozio è ben diverso dall' altro (ed anche sulla stessa piazza); inoltre, la straordinaria idea di dividere le promozoni che, regolarmente, si trovano nei negozi stessi, in "fasce prezzi" (nemmeno fossimo sulle bancarelle dell' ultimo mercatino di quartiere!), ha defitivamente disorienteto e disamorato il tanto "affezionato" pubblico che, da logico competente e/o appassionato, si aspetta invece di trovare una qualità , un assortimento ed una competenza logica che nessun computer potrà mai dare.
Sarà questa la tanto "strombazzata" fidelizzazione del cliente, perno della PRC (Partito della Rifondazione Comunista? Ma no...)?
Oppure basterà vendere la famosa CartaPiu', che nemmeno l' ultimo supermercato di quartiere userebbe mai, per attirare i clienti?
Per vendergli cosa, poi?
Gli strumenti cinesi, i dischi a 4 euro, i giochi vecchi di 4 anni' (quando il Signorfenomenomultimediale di decide di farli avere, non prima di essersi riempito, lui come gli altri buyers, le tasche di "pensierini per il disturbo"!)
Ma no!
All' azienda serve il commesso che sorride e dice buongiorno, che accompagna il cliente nelle sua affannosa ricerca di un disco, insomma di personale che non ci capisce una emerita cippa di cazzo, ma si dimostra disponibile a soddisfare tutti i capricci del pubblico.
E sì che esistono ancora (incredibile ma vero!) i veri appassionati di musica (così come di cultura libraria, è chiaro...), che pensano ancora che la Ricordi possa essere la roccaforte inespugnabile del settore.
Vi ribadisco (per esperieza vissuta) che basterà loro fare come Ponzio Pilato per risolvere tutti i (loro) problemi...

Il Mago Merlino.

 
At 1/07/2007 11:33 PM, Anonymous Anonimo said...

Perfettamente d'accordo con Merlino: ha fotografato la realtà in modo eccellente. Niente da aggiungere: bravo davvero! Vorrei che questo suo intervento fosse letto da tutti, clienti e impiegati, porca miseria!

Ragazzo Rosso

 
At 1/10/2007 12:20 PM, Anonymous Anonimo said...

Per capire bene dove L'azienda sta andando bisogna guardare i nuovi contratti dei village :li c'e' tutto.

 
At 1/10/2007 9:29 PM, Anonymous Anonimo said...

caro Mago Merlino, io sono una giovane dipendente, appassionata di musica e di cinema...

cerco ogni giorno di assolvere i miei compiti nel modo migliore,faccio quel che mi viene detto di fare al 100%, perchè cerco di essere corretta e professionale...

ma ogni giorno mi sento un po' frustrata: esco dal negozio che di musica e cinema NON ne so più di prima..
NON ho tempo di confrontarmi con chi ha più cultura di me e con chi può davvero darmi delle belle dritte.

Nessuno nasce colto, ma appassionato sì...e la mancanza di cura nei confronti dell'acculturamento del personale (soprattutto giovane come me) mi lascia perplessa.

questo lavoro è diventato vuoto.
e viste le mancanze di cui ho parlato non mi stupisco delle scelte aziendali oltremodo discutibili.

 
At 1/10/2007 10:42 PM, Anonymous Anonimo said...

Caro Merlino ho scritto queste cose dati alla mano.
Comunque sono d'accordo con te sulla strada che bisognerebbe prendere per riacquistare i clienti di nicchia ma con il mercato del disco mi sembra accanimento terapeutico.
Per quanto riguarda la GESTIONE della rms di galleria tra puzza,freddo e schifezze varie, finchè c'era lavoro tutto bene ma adesso che cala si dimenticheranno della puzza e del resto e la colpa sarà dei dipendenti in esubero (secondo loro).
Per i due o tre colleghi che sono rimasti in rms galleria che conosco (magari MAGO merlino sei tra questi)spero che ritorni tutto come ai bei tempi, ma la vedo dura con sti idioti al timone di controllo.
Vi voglio bene.

 
At 1/10/2007 11:05 PM, Anonymous Anonimo said...

evviva l'esubero di dipendenti!!!
grande barzelletta!!!
che venissero loro a lavorare nei negozi, così capiscono quanto è diverso dal loro comodo lavoro dietro alle scrivanie!!!!

 
At 1/11/2007 10:48 AM, Anonymous Anonimo said...

lo sapete:la prossima sarà Parma la città della "cultura" e del prosciutto(più prosciutto che cultura).

 
At 1/11/2007 1:37 PM, Anonymous cavernicolo rosso said...

parma libreria o ricordi?
sei sicuro...facci sapere dettagli al riguardo...
mi spiace tanto per i colleghi dei dischi ma l'aria che tirava la si intuiva già sei anni addietro, ai tempi dell'inaugurazione di piazza piemonte, a cominciare da quel terribile neologismo coniato dalla dolce Armida, "discai"...

 
At 1/11/2007 7:27 PM, Anonymous Anonimo said...

Ma chi, Armida la "trucida"???

 
At 1/11/2007 8:29 PM, Anonymous Anonimo said...

Purtroppo il mercato del disco è in forte calo, lo sappiamo tutti ;tuttavia si sarebbe in PARTE potuta arginare la crisi in alcuni punti vendita ( vedi RMS Galleria) evitando di STANDARDIZZARE il metodo di lavoro (vd gli ingiacchettati della PRC , che non hanno ancora capito che ogni singolo negozio è diverso da un altro) ; cercando di sfuttare al massimo i reparti di nicchia( non eliminandoli, come è successo in Galleria dove è stata eliminata l'elettronica, che attirava comunque clienti dispendiosi) ; abbassando ulteriormente il prezzo delle novità (16.90 - 17.90 non sono prezzi concorrenziali rispetto a quelli di una Fnac); non assumendo a tempo determinato tanti ragazzi, che non hanno così la voglia o il tempo di conoscere il prodotto, incapaci di offrire un' adeguata Customer Satisfaction ( a cui tengono tanto i ns capi e per la quale hanno speso migliaia di euro in corsi noiosi e banali); promuovendo alla direzione dei negozi i PROFESSIONISTI ( noi repartisti) , che lavorano da anni nel settore.
La mia è solo un'opinione, so di ignorare le beghe della Sede e non voglio apparire presuntuosa; il mio è solo uno sfogo, l'opinione di una che lavora da un decennio per questa azienda e vuole contribuire in minima parte ad un discorso costruttivo fra di noi.

P.s. Al mio ex collega discaio: non sono stata io a darti dello stronzo , anche se te lo sei meritato perchè il tuo intervento è stato un po' macabro e inopportuno. Ti voglio bene anch'io.
Discaia Milanese.

 
At 1/11/2007 11:15 PM, Anonymous Anonimo said...

Secondo me la questione è la seguente, per ciò che riguarda RMS:
- La vecchia gestione puntava sul prestigio del nome musicale
- Sceglieva direttori competenti sul piano culturale, che conoscevano le realtà locali, e poi li formava nell’ambito economico generale. Il direttore veniva poi lasciato ragionevolmente libero di effettuare azioni personali, specifiche della realtà in cui lavorava (assortimento, prezzi, promozioni)
- Il core-business era più culturale (cose scelte, esposte e vendute in un certo modo). Si puntava sulla qualità (un po’ come un buon ristorante)
La nuova gestione:
- Punta sulla capillarità della diffusione dei punti vendita (tanti, di tutte le dimensioni)
- Sceglie direttori non competenti, da formare esclusivamente sul piano economico-gestionale. In questo modo, il direttore diventa un mero esecutore di ciò che viene deciso in sede centrale (gestione aristocratica, per dir così)
- Il core-business è esclusivamente economico: vendo di tutto, non importa la qualità, importano solo gli incassi. Si punta cioè sulla quantità (come una grande ristopizzeria: cibo mediocre, ma tantissimi coperti, e alla fine si sfamano tutti)
I risultati:
- La vecchia gestione aveva profitti mediamente discreti, fluttuanti, ma offriva una qualità di servizio superiore. Politicamente e culturalmente, era in grado di ‘formare’ e ‘informare’ un pubblico scelto e di qualità. A mio avviso, contribuiva in parte alla crescita culturale della società (si intende in senso relativo, ma a mio modo di vedere significativo)
- La nuova gestione crea più posti di lavoro e quindi un benessere economico più ampio (più impiegati, più punti vendita). Si appiattisce culturalmente nel modo più assoluto in un mercato di livello basso, non contribuendo in alcun modo ad una crescita culturale e sociale complessiva.
Il mio parere:
- La vecchia gestione è preferibile, idealmente, perché crea risultati più stabili sul lungo periodo. Contribuisce infine a una società migliore, dal punto di vista culturale e più latamente umano.
- La nuova gestione attualmente può far valere numeri che testimoniano la ‘floridezza’ economica: nel breve periodo crea più benessere, ma a mio modo di vedere, tra qualche anno (non saprei quantificare) imploderà. La crisi economica che potrà sopraggiungere sarà insuperabile, poiché la clientela di massa (non informata, non educata) troverà qualcosa d’altro.
Mi piacerebbe che si potesse discutere su queste cose: ci ho pensato un po’, ma ho bisogno di confrontarmi con chi ha più esperienza.

Wotan

 
At 1/12/2007 11:47 PM, Anonymous Anonimo said...

anche a me piacerebbe che si parlasse di cose reali di problematiche che viviamo ogni giorno senza tante menate e senza trascendere.
il confronto anche tra persone che possono sembrare lontanissime non può che aiutare ed ossigena i neuroni.
ad averne
amelie

 
At 1/13/2007 3:30 PM, Anonymous Anonimo said...

me ne presti un paio...
a quanto pare te ne hai per tutti noi...del resto sei arrivata a fare la direttrice...

 
At 1/13/2007 8:54 PM, Anonymous Anonimo said...

caro anonimo con un paio di neuroni
forse puoi fare il giocoliere ma di certo non altro.
ti sto sulle palle semplicemente perchè sono una direttrice e magari anche perchè sono una donna?
sai che novità, mettiti in fila troverai certo compagnia......
amelie

 
At 1/13/2007 10:23 PM, Anonymous Anonimo said...

Complimenti per la modestia!
Tutta la tiritera ed il vittimismo precedente solo per scoprire la tua vera natura: una sporca aziendalista fino al midollo!
Ma vai a cagare!!!

 
At 1/13/2007 11:44 PM, Anonymous Anonimo said...

mai stata modesta ma tu anonimo ti stai scaldando davvero inutilmente....
amelie

 
At 1/13/2007 11:57 PM, Anonymous Anonimo said...

se continui ancora a parlare di tiritera e vittimismo vuol dire che non hai proprio capito nulla e
il tuo linguaggio gratuitamente offensivo ne è una triste dimostrazione.
sicuro che tu non riesca a produrre nulla di meno "ottenebrato" ?
amelie

 
At 1/14/2007 6:46 AM, Anonymous Anonimo said...

Io, per questa azienda del cazzo, ho prodotto miliardi ed ho insegnato il lavoro a centinaia di persone, anche a carrieristi falliti come te, e tutto questo senza avere un briciolo di ringraziamento.
Ecco cosa!
Tu puoi dire altrttanto?

 
At 1/14/2007 11:57 PM, Anonymous Anonimo said...

devi essere davvero surriscaldato se non riesci ad esprimerti senza continuare ad usare questo gergo offensivo.
io non mi sento affatto una carrierista fallita perchè ho cercato di trasmettere tutto quello che sapevo, entusiasmo incluso, senza mai considerarmi "detentore massimo e onnipotente del sapere" a chi ha lavorato con me in questi anni.
senza la pretesa autocelebrativa di "insegnare" qualcosa e senza aspettarmi necessariamente ringraziamenti o elogi da parte dell'azienda nonostante ne abbia una considerazione "diversa" dalla tua.
i ringraziamenti di alcuni dei miei colleghi, cresciuti al mio fianco ed ora capaci di andare avanti da soli sono la mia vera soddisfazione e rappresentano i miei risultati, miliardi a parte.
non credo tu possa dire altrettanto ma non per questo ti definisco fallito.
amelie

 
At 1/15/2007 6:03 AM, Anonymous Anonimo said...

Ma io sono di una calma olimpica!
Solo che non sopporto l' ipocrisia spinta a questo livello.
Sappi che l' azienda è piena di tipi come te, solo che loro hanno il buongusto di non piangere lacrime di coccodrillo!!!
Fai, quindi, la persona seria e, soprattutto, un profondo mea culpa!

 
At 1/15/2007 10:06 AM, Anonymous Anonimo said...

Non mi sembra che Amelie pianga lacrime di coccodrillo, e non capisco davvero l'accanimento nei suoi confronti. Non ha parlato male di nessuna, parla unicamente di come lei vive il ruolo di direttrice, dov'è il problema?
Ognuno ha diritto di pensarla come vuole, viviamo "ancora", almeno per questa legislatura, in un paese libero! Tutti questi attacchi iniziano ad essere davvero un po' inutili e fanno passare la voglia di leggere i commenti, e questo è davvero un peccato!
Un saluto di cuore ai colleghi di Verona.
Ex allieva (come prospettavo tutti quelli che mi hanno conosciuto mi hanno anche riconosciuto, e tutto sommato mi va bene così)

 
At 1/15/2007 2:15 PM, Anonymous Anonimo said...

Secondo me Amelie dovrebbe chiarire nel dettaglio, con grande semplicità, quali sono a suo avviso i punti di forza dell'azienda, e quali invece sono i punti da migliorare. Solo così potrebbe esserci un contraddittorio ampio e articolato. Fino ad adesso ho consociuto con grande chiarezza il punto di vista di alcuni lavoratori; ma quello di Amelie o dell'ex allieva mi pare non traspaiano con uguale chiarezza, al di là di affermazioni generiche (quelli che lavorano bene e quelli che lavorano male; quelli che lavorano tanto e quelli che lavorano poco, ecc.). Cioè: secondo loro perché vale comunque la pena di lavorare per questa specifica azienda? Dove dovrebbe migliorare l'azienda? Sarebbe per me importante capire un punto di vista diverso.

Wotan

 
At 1/15/2007 6:49 PM, Anonymous Anonimo said...

Sempre Wotan, per la domanda più importante alle direttrici: in che misura Feltrinelli contribuisce alla crescita culturale del paese nel quale opera? Si può parlare anche di «lavoro culturale» (titolo di Bianciardi, edito da Feltrinelli...), nell'ambito della catena di negozi Feltrinelli? Se non favoriscono un lavoro umano dei loro impiegati, come più e più volte denunciato da tanti utenti del blog (e come da me, cliente, constatato tantissime volte), in che misura possono vantare meriti culturali, nello specifico ambito commerciale? Grazie.

Wotan

 
At 1/15/2007 9:06 PM, Anonymous Anonimo said...

Per me vale la pena.
Mi sembra di aver detto più volte che è un lavoro che ho scelto.
Le affermazioni generiche sono state tutte volute per evidenziare, che, la realtà lavorativa in cui viviamo è assolutamente normale. Ti consiglio di leggere "l'azienda totale" di R.Curcio dove si parla di posti come es. Esselunga dove davvero si fa' fatica ad affrontare una giornata lavorativa, l'uso del mobbing è di norma, e tanto altro...
Da parte mia credo che tutto ciò non ci riguardi.(Salvo casi particolari di cui non sono a conoscenza)
Siamo tanti, e diversi, come in ogni altra grande azienda.
Io vivo ancora il valore di lavorare per la "feltrinelli", forse sono una nostalgica di Giangiacomo, o semplicemente perchè ho conosciuto tanti colleghi che mi hanno dato tanto, e dai quali ho potuto imparare cose che non sapevo.
Mi piace il mio lavoro, ok si rincorre il tempo, le cose da fare sono tante, e la sera torni a casa stanca/o, ma io lavoro con un prodotto che adoro, e quindi mi va bene così. Certo, io non conosco la realtà di 5-10-20 anni fa', conosco solo quella attuale e non posso fare paragoni, posso farli con l'azienda per la quale ho lavorato prima, e preferisco questa mille volte.
Il mio commento partiva dal desiderio di chiarire che gli allievi tanto odiati sono ragazzi freschi di laurea o meno, ai quali è stata data una possibilità, è forse una colpa? Tutti i giovani sono in cerca di lavoro, non mi sembra che sia così grave aderire a l'offerta l'azienda ti fa'. Se qualcosa di diverso c'è dalla gestione precedente, non si può riversare tutto su 10-12 persone che ogni anno fanno un corso.
Ribadisco che parlare male di direttori o capi area genericamente è da qualunquisti, perchè in ogni struttura esistono dei vertici, è indispensabile! Inoltre la nostra non è una "no profit".
Ho voluto portare la mia esperienza come esempio, proprio per ribadire che a volte sono solo i rapporti umani a fare la differenza, ripeto, chi mi ha trattata male era una collega come me, ne un direttore, ne un capo. Scandalizzata? No, ci sono persone per le quali l'ambizione è tutto. Pensate che in altre realtà lavorative non sia così. Che al giornale "il manifesto" non sia così? Che a "mani tese" non sia così?....E VIA ANDARE
Il detto: si stava meglio quando si stava peggio è una vecchia storia.
C'è chi non si è trovato bene e se ne semplicemente andato, come io ho fatto con quella precedente. Ok ci vuole un po' di tempo, trovare lavoro non è semplice, ma il lamento fine a se stesso è davvero poco utile.
Di continuare poi a "spettegolare", sulle relazioni personali dei colleghi, un sondaggio di ricerca sociale ha evidenziato che il 76% delle relazioni extra coniugali nascono nell'ambiente lavorativo (forse perchè ci passi 9 ore min. della tua giornata?!). Personalemente di chi si scopa chi, non me ne può fregar di meno.
Tornerò e magari troverò un allievo/a che ha appena finito il corso, e mi dispiacerebbe se, senza neanche conoscerlo/a esistesse già un preconcetto comune su di lei/lui.
Il direttore qualcuno lo dovrà ben fare o no?
Ribadisco che non sono una direttrice.
Comunque credo già il mio contributo iniziale fosse chiaro sulla mia posizione.
Ex allieva

 
At 1/15/2007 10:31 PM, Anonymous Anonimo said...

Ed ribadisco che tu non puoi che essere una aziendalista delusa da come ti si prospetta, ORA, il tuo futuro.
Guarda che, se di direttori e di capoarea c'è bisogno questi, se l'azienda crede ancora che la distribuzione "culturale" possa avere un futuro, non c'è bisogno di andarli a cercare in giro per l' Italia.
Invece, pur rispettando il bagaglio di preparazione che costoro hanno (laureati o no che siano), l' azienda cerca persone non per dirigere i negozi dal punto di vista culturale e gestionale (premessa: non è corretto dire gestionale, poichè non esiste piu' l' indipendenza dei negozi, ma una unica grande "mamma" alla quale tutti i cuccioli succhiano latte...), ma per dirigere (controllare?) che tutto funzioni secondo le rigide e cervellotiche direttive aziendali, anche a costo di affossare i sani principi che dovrebbero regolare la cultura stessa e, volendo proprio parlare di profitti e ricavi, che tutto venga eseguito secondo il sacro principio del "massimo profitto con il minimo sforzo".
Infatti, proprio per questo, quello a cui sto assistendo in questi giorni nel mio (mio?) negozio rasenta l' incredibile!
E poi ci si stupisce se i fatturati crollano, se i negozi sono pieni di assolute banalità (anzi, nemmeno quelle, visto che la merce sta latitando paurosamente...), insomma se la clientela si disamora della Feltrinelli, con il conseguente rischio di tante Verona...
Quindi, cara ex-allieva, non dire piu' che non è un problema degli allievi il fatto che l' azienda non riesce piu' ad essere una leader nel campo dell' intrattenimente culturale, poichè i giovani rampanti che si approcciano a questo nuovo ruolo vengono ben selezionati ed istruiti in modo davvero perfetto, salvo poi dare loro il benservito se non si adeguano perfettamente ai sani principi del servilismo puro!

Il Mago Merlino.

 
At 1/15/2007 10:58 PM, Anonymous Anonimo said...

La risposta di "ex allieva", ancora una volta, chiarisce bene una posizione del tutto personale, umana e perfettamente comprensibile/condivisibile, ma non chiarisce ciò che mi starebbe a cuore: se hai frequentato un corso di formazione per un lavoro di direttrice, ci saranno state direttive, aggiornamenti, ecc. tesi a illustare la "vision" e la "mission" dell'impresa, o no? Non lo so, a me sembra che il nome Feltrinelli dovrebbe avere in primo luogo questa attenzione nella formazione dei propri quadri. Ma da esterno, vedendo solo il risultato di negozi dove effettivamente la merce pare cosa alquanto indifferente (come dice Merlino) , ebbene, la domanda sorge spontanea. Sicuramente in ogni posto di lavoro esistono le stesse dinamiche relazionali contorte tra colleghi e dirigenti cui alludi, ma non era questa la mia domanda. La ripeto, se qualcuno vuole rispndermi: qual è la cifra culturale dei negozi Feltrinelli? Solo il profitto?

Wotan

 
At 1/15/2007 11:21 PM, Anonymous Anonimo said...

Esatto! Solo che, anche se fosse unicamente per quello, qualsiasi manuale di management insegna che bisogna applicare un certo raziocinio e sfuttare al massimo le risorse che si hanno a disposizione, e non tentare di stravolgere la logica, inventando un modus operandi che non trova riscontro in nessun altra azienda al mondo!
Il profitto, in fondo, è l' ovvia meta di ogni azienda, ma nessun pazzo si sognerebbe di fare i matrrimoni con i fichi secchi...

Il Mago Merlino

 
At 1/16/2007 12:32 AM, Anonymous Anonimo said...

mi piace il commento della ex-allieva e molti punti mi vedono daccordo
il dialogo non può che continuare su questo livello decisamente di spessore
cercherò di scrivere quanto prima cosa c'è secondo me di culturale in questo lavoro e nel fatto di farlo in feltrinelli
ma stasera credetemi sono davvero distrutta
amelie

 
At 1/16/2007 1:55 AM, Anonymous Anonimo said...

Per Wotan, che mi sembra realmente interessato:
- effettivamente nell'anno in cui si segue il corso di assistenti alla direzione, l'azienda è molto attenta non solo all'aspetto pratico del lavoro, ma anche a quello teorico-manageriale.
Il corso è una bella opportunità per chi viene da altri settori merceologici perchè gli consente di approfondire aspetti di dinamiche manageriali e gestionali strettamente legati a prodotti culturali per lui nuovi (se non già da amatore) come lo sono la musica, l'editoria, l'home video, e la distribuzione degli stessi.
E' una grande possibilità, per chi ha magari appena terminato gli studi, anche con dei master, perchè da subito è costretto a relazionarsi sia con la parte pratica che richiede la gestione del prodotto (riordino degli scaffali, apprendimento dei titoli e degli autori, relazionarsi con il cliente e i colleghi, imparare le tecniche del visual da chi da anni e con esperienza espone il prodotto), che con la parte teorica costituita da lezioni ed acnhe esercitazioni in merito agli argomenti trattati con esperti del settore.
E' la possibilità reale di poter iniziare una formazione a 360° per i ragazzi che già lavorano in azienda, a volte anche da alcuni anni, che possiedono magari gran parte della preparazione pratica che citavo sopra, ma ai quali manca l'aspetto teorico-burocratico-amministrativo gestionale.
Non è un corso leggero, perchè effettivamente ti viene richiesto molto tempo, e l'aspetto pratico non viene mai risparmiato.
Ti faccio un esempio, che riguarda chiramente me:
-quando ho iniziato il corso mi è stato dato uno straccetto di stoffa e mi è stato detto di iniziare pulendo i ripiani, il giorno dopo ho iniziato, chiaramente lentamente a rimettere a posto i libri a scaffale e a fare le famose ceste, questo nel settore tascabili, così poi in tutti i settori. Finito le mie ore salivo in ufficio e il mio tutor mi spiegava le varie possibilità che il nostro programma informatico ci offre (non come cercare un libro...). Questo percorso è fatto di tappe, con anche lezioni in sede fatte fa professionisti, e man mano che la formazione procede, dovresti fare tuoi tutti gli strumenti che permettono ad un negozio di andare avanti, e che ti consentono di poter affrontare i problemi che possono insorgere dalle casse al magazzino all'amministrazione. E' un lavoro davvero molto fitto e richiede non solo tanta buona volontà e umiltà per l'allievo, ma anche tanta energia e capacità comunicativa per chi ti fa da tutor.
Nel mio caso sono stata molto fortunata, perchè ho trovato dei tutor a cui piaceva davvero il loro lavoro e che avevano voglia di insegnarlo ad altri. Ma il tutor non può bastare se i colleghi che incontri non sono disponibili, perchè la loro esperienza è fondamentale per completare la formazione. E se sei fortunato e trovi persone appassionate per ciò che fanno, non solo ti trasmettono la voglia di conoscere sempre di più il prodotto (parlo sempre di entrambi i canali), ma anche tutti quei "trucchi" del mestiere che solo chi da anni lavora nel settore può conoscere. E'un peccato quando ti sco/incontri con colleghi che ne sanno tantissimo ma nutrendo un grosso preconcetto nella tua figura non sono disponibili nell'aiutarti.
Inoltre i tutor segnalano quelle che sono le tue lacune di modo che allo step successivo tu venga aiutato a lavorare principalmente laddove fai più fatica o dove incontri dei limiti. Io di mio penso che il corso sia strutturato bene, e i più contenti nel seguirlo sono sempre i ragazzi interni. Non credo sia un delitto desiderare di saperne di più o anche di crescere a livello professionale, perchè no. In fondo si studia una vita per conseguire una laurea anche per il suo aspetto ludico e non solo prettamente culturale o professionale. Siamo umani o no?
Rispetto al fatto di ricorrere a volte a figure esterne, è ormai prassi in tutte le aziende; possono costituire arricchimento come danno, ma io credo sia giusto guardare anche all'esterno. E comunque ho parlato con molti colleghi e tanti non sarebbero mai disposti a girare per minimo un anno, lontani da affetti e amici.
Si tratta davvero di un corso ben spendibile anche fuori della Ns azienda. Un motivo ci sarà!
Poi torniamo sempre lì, gioca molto anche il carattere della persona, magari dopo un paio di step l'azienda (a volte anche tu stesso) si rende conto che non sei la figura che cercavano per ricoprire quel ruolo, e con questo non è che ti resta in mano un pugno di mosche, perchè comunque sei stato preparato su molti aspetti commerciali che prima ignoravi. E' chiaro che si crei della competizione o la voglia di far bene ed emergere, ma anche questo è naturale e umano, certo rimanendo nei limiti del buon gusto del rispetto dei colleghi e della buona educazione.
Spero di aver risposto a i tuoi quisiti e scusami se mi sono prolungata, ma credimi che è davvero una bella opportunità, indipendentemente dal ruolo che si andrà a ricoprire, sia sotto l'aspetto umano che professionale.
Poi sta alla persona........

 
At 1/16/2007 1:57 AM, Anonymous Anonimo said...

Ho dimenticato di firmare il commento di cui sopra.
EX ALLIEVA

 
At 1/16/2007 1:06 PM, Anonymous Anonimo said...

Scriverò alcune cose che, secondo me, contraddistinguono un negozio culturalmente di qualità (nell'ambito libri, cd, home video):
- Un negozio che mi spieghi la differenza tra 4-5 differenti edizioni di un classico greco o latino, oppure tra due diverse interpretazioni di una stessa sinfonia
- Un negozio che proponga, senza che il cliente lo chieda esplicitamente, un percorso di lettura/ascolto/visione: sottoreparti dedicati, ascolti mirati diffusi nell'ambiente, navette specifiche con una decina di film in bella mostra, tutti dello stesso regista o attore, o che trattino lo stesso tema
- Un negozio che mi dica con precisione se quel film in dvd ha buone caratteristiche tecniche (se cioè il formato originale è rispettato, se ci sono i sottotitoli, ecc. Non sempre queste cose sono scritte e, se sono scritte, a volte sono ambigue)
- Un negozio, insomma, con personale adeguatamente formato, qualificato, valorizzato (dal direttore ai repartisti), dal momento che le informazioni di cui sopra le possono dare solo gli impiegati.
Ecco infine una domanda specifica: esiste, nel piano dell'azienda, la consapevolezza che chi entra in un Feltrinelli o in un Ricordi si aspetta tutte queste cose? E quindi: cosa fa concretamente l'azienda per formare e valorizzare i suoi lavoratori? Faccio un esempio: in un grande negozio, di una catena, di cd, libri e dvd, ogni mese i repartisti espongono in un'apposita teca un percorso di ascolto. «Questo mese Mario (foto dell'impiegato) propone...» ed ecco una dozzina di cd scelti, con 5 righe di sintetica presentazione. E via ogni mese a rotazione con i vari repartisti (anche per quel che riguarda i libri). Questo non solo dona una bella gratificazione al lavoratore, ma stimola la curiosità del cliente e... l'azione (della mano che va al portafoglio). E questa è una cosa che si può realizzare con profitto se si lascia un po' di mano libera ai lavoratori dei singoli negozi nell'ambito nazionale, non necessariamente costretti solo a mettere in bella mostra e a 'pompare' i soliti titoli.
Mi vengono in mente altre ventimila cose, ma taglio qua, per poi eventualemnte tornarci sopra, se del caso, in altri post.
La sintesi è: un negozio con ambizioni culturali sfrutta e valorizza le competenze culturali dei suoi dipendenti, qualora ce ne siano; se non ce ne sono, forma dipendenti qualificati nello specifico del prodotto che venderanno.

Wotan

 
At 1/16/2007 1:41 PM, Anonymous Anonimo said...

P.S. per Mago Merlino: ho letto altri tuoi post qua e là nel blog e mi sa che ho sfondato altre porte aperte, con l'intervento di sopra... Chiedo scusa per le ridondanze.

Wotan

 
At 1/16/2007 6:28 PM, Anonymous Anonimo said...

discaia milanese,dell'elettronica non lo sapevo...
ma il buon nostro collega dove si è riciclato??

 
At 1/16/2007 10:19 PM, Anonymous l'avvocato del diavolo said...

per wotan, le alternative sono:

1) vuoi lavorare come assistente alla direzione
2) stai facendo una tesi di laurea
3) lavori per la concorrenza

secondo me una delle tre è quella giusta, ma che tu sia un cliente...

 
At 1/16/2007 10:20 PM, Anonymous Anonimo said...

Bravo, Wotan!
Credo proprio che tu sia uno di quei personaggi per i quali, per un appassionato lavoratore nel campo dell' intrattenimento culturale, ci sia da andare fieri e che, per i quali, questo lavoro possa ancora significare passione ed amore per la musica e la lettura.
Vedi, caro Wotan, io ti garantisco che attualmente ci sono ancora centinaia di migliaia di persone come te che, entrando in negozi Ricordi o Feltrinelli, pensano di essere nell' Olimpo dei loro rispettivi campi, credendo di trovare un' oasi per la loro sete di cultura.
E scommetto che ogni lavoratore appassioneto si fa in quattro per confrontarsi con questi clienti, non solo per vendere loro cio' che cercano, ma soprattutto per creare le condizioni di vera reciproca soddisfazione, e questo molto al di là delle cosiddette "direttive aziendali" che impongono regole molto rigide sul rapporto di vendita.
Solo in questo modo, caro Wotan, il cliente potrà tornare nei negozi del gruppo Feltrinelli.
Ma tutto questo, evidentemente, all' attuale dirigenza non interessa, visto che non riesce proprio a distinguere il cliente fedele dall' anonimo che entra, acquista e se ne va.
L' importante che acquisti...
Personalmente, mi sento orgoglioso di non confondermi nemmeno per errore alla massa amorfa di persone che avallano questo "modus operandi" e di mantenere, io come tanti miei colleghi ancora dopo tanti anni, i cromosoni lavorativi dell' inizio.
La passione e la cultura non si inventano nè, tantomeno, nessun computer manovrato da chicchessia sarà mai in grado di poter sostituire1

Il Mago Merlino.

 
At 1/16/2007 11:29 PM, Anonymous Anonimo said...

Per l'Avvocato del diavolo: nessuna delle tre, ti sbagli veramente. Purtroppo, ERO un cliente, perché sono di Verona, ahimé. Credo che questo possa spiegare ampiamente la mia amarezza, e il mio desiderio di capire perché accidenti nella mia città non ci siano più cinema nel centro storico, i negozi di dischi chiudano, e persino i negozi di abbigliamento siano appiattiti in uno schifo totale.

Wotan

 
At 1/17/2007 12:31 AM, Anonymous Anonimo said...

Maghetto perchè non ti fai un bel giretto a Roma termini. Poi voglio vedere se hai il coraggio di ancora di parlare di cromosomi culturali e lavorativi della prima generazione ricordi; del piacere che i vecchi "ricordi" hanno di lavorare bene e relazionarsi con il cliente....Giocano a nascondino tutto il giorno!

 
At 1/17/2007 6:09 AM, Anonymous Anonimo said...

Non so dire di questo, ma credo che a Termini la situazione sia un pò particolare, data la locazione e l' orario che viene attuato.
Ciò non toglie, però, che la questione investa quasi tutte le persone che provengono da un certo passato e sulle quali l' azienda dovrebbe credere e puntare un pò di piu', visto che sono proprio loro ad aver contribuito, in buona parte, allo sviluppo di un certo tipo di cultura in Italia.

Il Mago Merlino.

 
At 1/17/2007 6:23 AM, Anonymous Anonimo said...

Ho come l' impressione, leggendo i commenti e le argomentazioni di Wotan, che costui sia qualcuno molto, ma molto addentro alle questioni aziendsli, e non un semplice, ma pure importante, ex-cliente.
Come se fosse qualcuno che, piu' o meno recentemente, abbia prestato servizio nell' azienda...
Troppo tecnico e bene informato...
Sbaglio?

Il Mago merlino.

 
At 1/17/2007 7:14 AM, Anonymous Anonimo said...

Caro Merlino, ti garantisco che sono solo un ex cliente. Più che queste righe non posso darti, quale prova. Ma guarda che quello che ho scritto non è tanto tecnico, è solo frutto di osservazione. Di microlingua commerciale ho usato giusto la parola "navetta" (che non so nemmeno se si usi ancora), che è una parola (che mi ha sempre fatto ridere) che ho sentito una volta usare da una direttrice proprio da Ricordi, mentre aspettavo di pagare. Tutto il resto, come dicevo, l'ho imparato e osservato come cliente: ho iniziato a comprare dischi e libri quando avevo 10 anni, vhs e dvd da quando esistono in commercio, e adesso ho 40 anni, quindi la mia militanza nell'ambito è molto antica. E' proprio così strano trovare interesse specifico presso un non addetto ai lavori? E' così strano considerare che chi opera nel mondo degli studi umanistici come me consideri anche un negozio quale possibile strumento di cultura? E' così strano, infine, pensare che ci sia chi pensa, come me, che la gestione dei negozi sia uno dei molti aspetti in cui la società italiana dovrebbe migliorare?
Ciao,

Wotan

 
At 1/17/2007 4:04 PM, Anonymous Anonimo said...

Sono assolutamente d' accordo con te e con tutti quelli (sicuramente moltissimi) che amano la cultura evoluta.
Scusa se ho pensato come detto, ma ti dico anche che è davvero raro incontrare un acuto osservatore tuo pari che, nel corso della propria vita, ha saputo coniugare passione e studi come hai fatto tu.
Complimenti davvero!

Il Mago Merlino.

 
At 1/17/2007 4:06 PM, Anonymous Anonimo said...

Per la cronaca, la mia militanza nell' azienda è davvero molto lunga...
Fate, quindi, un pò voi i conti se posso o no dire la mia sulla situazione attuale, magari rapportandola ad un certo passato!

Il Mago Merlino.

 
At 1/17/2007 8:55 PM, Anonymous Anonimo said...

Io ho un timore, per il futuro dei negozi di libri e dischi. Vedete, non sono affatto pochi i clienti che la pensano come me, riguardo i negozi in questione: Verona è una città relativamente piccola, e posso dirvi che da Ricordi, da Fnac, in un altro bellissimo negozio di dischi del centro, nelle 2-3 librerie storiche vedo tante persone come me, topi da discoteca o da libreria, appassionatissimi, competenti. Con molti scambio due chiacchiere, proprio perché li ho conosciuti lì, come del resto facciamo con gli impiegati. Il fatto è che è sempre gente over 40, e spesso over 50 e più. Cresciuta con un'altra idea di negozio, altre esperienze di negozio. Ecco una delle cose che intendevo parlando di contributo alla cultura e alla crescita civile di un paese: i ragazzi giovani crescono con un modello di negozio (quello delle catene piatte e indifferenziate cui appartiene, secondo me, anche Feltrinelli) dove non solo è pressoché impossibile un rapporto 'umano'con gli impiegati e gli altri clienti, ma anche dove si fa fatica ad allargare lo sguardo oltre le novità piazzate ovunque in bella vista. Io le prime cose sulla musica classica e la sua interpretazione le ho imparate da un impiegato di un negozio, persona di cultura straordinaria, con il quale passavo ore nel reparto(rompendogli sicuramente l'anima oltre misura). Oppure, rovistando tra gli LP, ho imparato i titoli delle opere di Puccini e Verdi, ho imparato che Mozart di sinfonie ne ha scritte 41, mentre Haydn 104, mentre Mahler 9 (e ce n'è una decima «reconstructed by Deryck Cooke»), ecc. ecc. A 19 anni avevo memorizzato tanti di quei dati, grazie solo alle visite nei negozi, che fare gli esami all'Università è stato molto più facile. Un negozio ben tenuto e gestito insegna tante cose, a livello di nozioni. Stimola curiosità, informa. Ti fa vedere e toccare che Boccaccio non ha scritto solo il "Decameron", e che i titoli che la prof. ti ha fatto mandare a memoria al Liceo, e che pensavi di aver dimenticato, ebbene sono lì, stampati in bellissimi volumetti Oscar Classici, con magnifiche copertine d'arte: costano poco e quando vuoi te li porti a casa e ti li leggi. Se non c'è il buon negozio, nella sua sana realtà di cose e oggetti (dischi, libri, film) e di persone competenti che ti indicano una strada, allora il rischio è alto.
Nessuno pensa di mettere in bella vista 100 copie del "Ninfale fiesolano", o di riempire gli scaffali solo di musica rinascimentale. Ed è ovvio che se esce in dvd "Il codice Da Vinci" lo pompi da matti, e ci fai i bei milioni. Ma solo questo volete fare, eredi di Giangiacomo Feltrinelli, accidenti a voi?!
Scusatemi, stasera sono elegiaco fino al melodramma.
Per quanto mi riguarda ho terminato ciò che avevo da dirvi: leggerò ancora con piacere il vostro blog, così vivace e battagliero. Guardo ancora in questi giorni se l'altra direttrice, Amelie, ha qualcosa da dire e, solo se emergeranno cose nuove, eventualmente mi permetterò nuovi interventi.
Siete un bel gruppo: tenete duro, e abbiate tutta la mia stima.

Wotan

 
At 1/17/2007 11:05 PM, Anonymous Anonimo said...

Sono sicuro, caro Wotan, che i nostri (nostri?) dirigenti non si sognano nemmeno di leggere e/o, tantomeno, di intervenire nel blog.
Queste sono lezioni di vita che ogni persone preposta alla direzione commerciale di un negozio (ed ancora di piu' di una grande catena, tuttora padrona del mercato, e non delle cultura, s' intende!), dovrebbe fare proprie.
Ed invece niente di niente di niente|||
Proprio oggi, a me che ho insegnato il lavoro ed inculcato la passione della cultura per la cultura a centinaia di persone per tanti anni, mi sono sentito ripetere che : "... la merce deve essere esposta in un certo modo, ed esattamente in questi precisi tempi..."
Ma dove cazzo è andata a finire la cultura?
Forse, nel portafogli di qualcuno, che magari non ne capisce una cippa, ma si preoccupa solo di compiacere a qualche dirigente?
Vi posso garantire, cari colleghi, che tutto questo è davvero umiliante per noi stessi e frustrante per il "sacro" cliente!
E' vero, si è perso di vista anche il significato stesso di "cliente", visto che le nuove generazioni badano soprattutto ad un uso assolutamente ignobile (qualitativamente parlando), del grande patrimonio culturale attualmente esistente.
Perchè (e qui scommetterei tutti i miei dichi, che sono davvero tanti), sono sicurissimo che, nonostante si faccia ogni sforzo ed a titolo personale, non si riesce a coinvolgere quasi piu' nessuno sulla musica o anche sui libri
Caro Wotan, mi sarebbe piaciuto conoscerti per parlare ora, ancora e sempre, di musica...

Il Mago Merlino

 
At 1/18/2007 12:43 AM, Anonymous Anonimo said...

avete toccato tanti di qegli argomenti......tante di quelle corde che risulta difficile affrontarle tutte in una volta sola.
l'intervento della ex-allieva come non farlo proprio.
ti considero fortunata ad aver potuto frequentare il corso per quello che può insegnare vivere realtà ed esperienze diverse.imparare a gestire situazioni nuove e imparare a rapportarsi con gli altri, con i loro caratteri le loro culture e le loro personalità.
significa crescere uscendo dagli schemi, dai confini stretti di una singola realtà.
non ho avuto la tua possibilità e questo rimane per me un rammarico perchè credo che andare fuori per un periodo più o meno lungo mi avrebbe comunque aiutato ad avere una visione delle cose migliore ed oggi mi avrebbe sicuramente aiutato a fare meglio il mio lavoro.
qualunque cosa tu stia facendo non spegnerti mai
amelie

 
At 1/18/2007 1:50 AM, Anonymous l'avvocato del diavolo said...

caro wotan, apprezzo gli sforzi, ma la riflessione sulle tendenze dei giovani (con internet e quant'altro) forse potrebbero essere più approfondite. semmai, ed era il commento di qualcun'altro, se non sbaglio, bisognerebbe chiedersi come mai vengano smantellati settori come jazz o classica che meno risentono dell'emmepitrè... e un'altra cosa: non so a verona come siete messi, ma la gente, soprattutto i giovani, non è che ha (oggi come oggi) tutti questi soldi da spendere per un supporto di plastica ormai superato e/o superabile.... in ogni caso, hold on!

 
At 1/20/2007 10:39 PM, Anonymous Anonimo said...

All' anomìnimo del 17/01/2007, ore 12,31.
Ma tu chi cazzo sei per asserire questo?
Cosa ne sai, tu, del mazzo che l' azienda ci costringe a fare per 14 ore al giorno e per 365 giorni l' anno, senza avere piu' una personalità nè un briciolo di respiro?
E' troppo facile aprire bocca e dargli fiato, stando comodi comodi da un' altra parte (ma dove cazzo sei, eh?)...

 
At 1/21/2007 10:24 AM, Anonymous Anonimo said...

Fai 14 ore al giorno? Chissà che stipendio! Non dire tu cazzate...passo spesso e siete davvero i peggio tra tutti i negozi! Io credo proprio che lavoriate molto meno di noi altri....

 
At 1/21/2007 10:27 AM, Anonymous Anonimo said...

Dimenticavo per non parlare del fatto che tra voi ci sono anche dei fascisti dichiarati! E allora che cazzo volete dai ns sindacati! Belli, chiedetelo ai Vs di aiutarvi a venire via da quel cesso di posto!

 
At 1/22/2007 7:00 AM, Anonymous Anonimo said...

Ed allore fatti vedere in faccia, così ti spiego un po' di cose, idiota!
Intanto il negozio è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 22, mentre si lavora in due turni, dalle 8 alle 15 o dalle 15 alle 22 con solo 20 minuti di pausa; ma, nonostante questo Termini fa dei numeri che non si trovano nemmeno nei vostri sogni!!!
Ci sono dei fascisti dichiarati?
E seppure fosse? Che cazzo c'entra questo con il lavoro?
Perchè tu credi che l' azienda. nelle sue azioni, non si comporta da fascista?
I sindacati? Ma smettila, che il contratto appana firmato è una cosa scandalosa!!!

 
At 1/22/2007 3:29 PM, Anonymous Anonimo said...

ma dove cazzo eri tu mentre si lavorava al contratto!!!!!!!!!!!!!
Vi lamentate sempre a scoppio ritardato!!!!!!!!!!!!!!!
Mi possono far schifo i fascisti o devo anche essere contento di averli in azienda e di dovermi sbattere per tutelarli. Io manifesto per i miei COMPAGNI, degli altri me ne frego!!!
Perchè non scioperate per avere un altro orario? Crumiri (dimenticavo per voi scioparare o no non fa' la differenza, perchè non fate un cazzo lo stesso!!!!!!!1

 
At 1/22/2007 9:40 PM, Anonymous Anonimo said...

Tu sei malato!

 
At 1/25/2007 11:52 PM, Anonymous RMS LYING DEAD said...

Le Ricordi Media Store stanno morendo

 
At 1/26/2007 12:01 AM, Anonymous Anonimo said...

La Ricordi non morirà mai!
Avete capito bene tutti, cari aziendalisti del cazzo?
MAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!

Il Mago Merlino.

 
At 1/26/2007 6:17 PM, Anonymous rms forever said...

Cosa possiamo fare!

 
At 1/27/2007 7:39 PM, Anonymous Anonimo said...

Il nostro valore, il nostro passato, la nostra cultura, il nostro amore per la musica!
Tutto questo, cari aziendalisti del cazzo, non ha valore nè prezzo e nessuno mai, per quanto genio commerciale possa essere, potrà sostituirlo con un misero manuale operativo (leggasi: PRC), oppure con la Carta Piu'.
La cultura non si costruisce con il libretto delle istruzioni, nè il commercio si consolida trattando il cliente come uno stupido, credendo di potergli vendere tutta la merda con cui l' azienda riempie i punti vendita.
La storia insegna che i risultati si raggiungono con pochi passi alla volta, misurandoli a seconda di tante variabili, ma facendo sicuramente perno sulle qualità personali che i dipendenti sanno mettere in campo unendole, ovviamente, alla struttura commerciale di cui essi possono disporre.
Amici, colleghi,
la storia della musica, in Italia, siamo e resteremo noi!
Sono assolutamente certo, come sono certo del sudore e del sangue che in tanti anni ho versato sulla, e per la, musica, che l' impegno che tutti noi potremo continuare a dare, avrà ancora un notevole peso all' interno di questa azienda del cazzo e, se mai ci sarà qualcuno che si dovrà rimproverare di un progressivo fallimento, lo costringeremo ad assumersi le proprie responsabilità davanti a tutti noi!

Il Mago Merlino.

 
At 1/28/2007 7:38 AM, Anonymous Anonimo said...

Fai come i tuoi 30 colleghi che se ne sono andati dopo di me rms forever o riciclati in ibreria che tu sei colta

exdiscaiomilangall

 
At 1/28/2007 1:02 PM, Anonymous Anonimo said...

Io non ho ancora capito, caro exdiscaiomilangall, se tu sei scemo o se sei solo un provocatore o, magari, sono un povero frustrato!
Facci sapere, eh?

 
At 1/28/2007 7:18 PM, Anonymous spunky said...

già!

 
At 1/28/2007 7:48 PM, Anonymous Anonimo said...

Allora?
Guarda che stiamo tutti pendendo dalle tue umide labbra...

 
At 1/28/2007 9:10 PM, Anonymous Anonimo said...

Non capisco questo attacco gratuito solo perchè dico alla mia amica di aprire gli occhi sarei scemo o frustrato?

exdiscaiormsgall

 
At 1/28/2007 10:44 PM, Anonymous Anonimo said...

E come mai tu non li hai aperti gli occhi e non sei stato attento?
Vuoi forse far credere che è stata una tua libera scelta quella di andare via?
Hai forse trovato di meglio (cosa magari non difficile...), oppure hai vinto alla lotteria?
Mica sarà, invece, che il tornado aziendale ha investito anche te, ed allora pensi bene di "buttarla in caciara" (come dicono a Roma?)
Sai, è molto piu' facile fare così che esporsi come ha fatto Ylenia.
Qundi credo proprio che tu sia un frustrato!

 
At 1/28/2007 11:43 PM, Anonymous Anonimo said...

ma che ne sapete di quello che sta vivendo Galleria da anni a questa parte...
ho visto tantissimi colleghi andare via, con il vero dispiacere di lasciare una famiglia, ma con l'esaurimento negli occhi causato da direttive aziendali NON consoni ai negozi RMS.

Galleria è in un lento degrado da anni, la storia di Ylenia ne è una dimostrazione.
Questo ex discaio, persona che di sicuro ho stimato, ha dato un consiglio molto saggio.
Andare via. Perchè voi non le avete viste le facce di chi è andato.
Voi non le vedete le facce di chi resta.

Non è un frustrato.
è una persona che amava davvero il suo lavoro, ma che grazie a questa azienda ha dovuto lasciare ciò che amava così tanto...a galleria speriamo in fondo che tutto torni come un tempo...ma quando la speranza abbandona, si lascia.

Ex-discaio, continua a scrivere...mi piace sapere che i miei ex-colleghi siano ancora da noi, in qualche modo...

 
At 1/29/2007 12:16 AM, Anonymous Anonimo said...

Io so cosa succede nei negozi della mia città, e ti posso garantire che la situazione è catastrofica, ma non per questo le persone se ne vanno!
Sarebbe una sconfitta personale che, per tutte le persone che hanno dato e continuano a dare il sangue per la Ricordi, è assolutamente inammissibile.
Noi ci potremo permettere, sempre e comunque, di camminare a testa alta, alla faccia di tutti i criticoni e glia ziendalisti che, travestiti da serpi, ci stiamo covando dentro!
Chiaro il concetto???

 
At 1/29/2007 1:34 PM, Anonymous Anonimo said...

io, caro anonimo, sono andato via per libera scelta e fiutando del marcio:vi ricordate zivago??già si capiva dove voleva investire l'azienda togliendo a noi i dischi per venderli on-line.
cmq quando ho visto che nn riuscivo a fare piu' il mio lavoro perchè ci sparavamo tutti minimo 4 ore in cassa, ho cercato e trovato altro e me ne sono andato seppur con dispiacere.
La mia unica frustrazione è che tu anonimo non abbia capito la mia buona fede visto che rmsforever era ed è una persona con la quale ho passato 3 anni ogni giorno..
exdiscaiomilanogall

 
At 1/29/2007 4:27 PM, Anonymous Anonimo said...

caro anonimo, la situazione è disastrosa in ogni città...
però non biasimo chi non ha retto il peso dello stress, causato da un lavoro sempre peggio organizzato!
I colleghi che han deciso di andarsene, erano davvero alla frutta...e se lavorare vuol dire stare male, allora meglio cercare un posto che faccia star meglio.
non credi?
oppure bisogna giocarsi pure la salute per difendere un nome che vogliono far scomparire?
scusa, ma credo che la vita personale sia molto più importante.

 
At 1/29/2007 6:21 PM, Anonymous Spunky said...

Mi è sempre piaciuto lavorare in Ricordi,adoravo lavorarci e mi sono sempre battuta nel affrontare i problemi del negozio per avere in cambio poi:il mal di testa e la gastrite.
Non amo il lavoro di ufficio lo trovo noiosoe il rapporto con colleghi non è lo stesso come in negozio.
Mi dispiace che dopo tanti anni di lavoro non ho più il sentimento,la passione e questo mi rammarica.
Mi sono sempre sentito preso per il culoai miei superiori e raramente mi dicevano bravo
Be ora sono partime e faccio un altro lavoro indipendente.Rimango in ricordi perchè mi devo pagare il mutuo,e la vita.
Mi dispiace che ora il negozio stia cadendo a pezzi e vedere i miei colleghi chenon sono più quelli di una volta.
Grazie di tutto

 
At 1/29/2007 6:21 PM, Anonymous Spunky said...

Mi è sempre piaciuto lavorare in Ricordi,adoravo lavorarci e mi sono sempre battuta nel affrontare i problemi del negozio per avere in cambio poi:il mal di testa e la gastrite.
Non amo il lavoro di ufficio lo trovo noiosoe il rapporto con colleghi non è lo stesso come in negozio.
Mi dispiace che dopo tanti anni di lavoro non ho più il sentimento,la passione e questo mi rammarica.
Mi sono sempre sentito preso per il culoai miei superiori e raramente mi dicevano bravo
Be ora sono partime e faccio un altro lavoro indipendente.Rimango in ricordi perchè mi devo pagare il mutuo,e la vita.
Mi dispiace che ora il negozio stia cadendo a pezzi e vedere i miei colleghi chenon sono più quelli di una volta.
Grazie di tutto

 
At 2/06/2008 12:15 AM, Anonymous gian said...

Ragazzi non litigate.......

 

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