1.23.2007

IL NOSTRO TFR FA GOLA A TROPPI...


Ancora una volta vale il vecchio adagio: "il bue dice cornuto all’asino". Quelle stesse organizzazioni sindacali che hanno "cooperato" negli ultimi 14 anni a demolire con la loro concertazione i nostri salari e le nostre pensioni, oggi si apprestano a tirarci un altro bidone. E, nel cercare di persuadere le lavoratrici ed i lavoratori a giocare il loro futuro in borsa, non si fanno scrupolo di contare vere e proprie balle.
Iniziamo allora a fare un po’ di chiarezza su:
Sono tutti i lavoratori e le lavoratrici del privato a essere coinvolti nel truffaldino meccanismo del silenzio-assenso, anche quelli di aziende sotto i 50 dipendenti. Quindi, qualsiasi sia la dimensione dell’azienda, tutti /e entro il 30 giugno prossimo devono inviare una comunicazione all’azienda in cui dichiarino di voler tenere il loro Tfr. E attenzione: questa lettera il lavoratore dovrà inviarla ogni volta che cambia lavoro.
Solo dopo questa scelta scatta l’altro meccanismo: nelle aziende sopra i 50 dipendenti il Tfr che maturerà dal 1° luglio 2007 andrà all’Inps. Nel caso vada all’Inps sarà sempre salario di proprietà del lavoratore, fa parte di quello che si chiama salario differito. E le regole della legge 297/82 che ha istituito il Tfr continueranno a valere come prima, sia per la sua valorizzazione (1,5% + lo 0,75% dell’inflazione ogni anno) sia per gli eventuali anticipi: tanto che sarà sempre all’Azienda che il lavoratore dovrà fare riferimento per richiedere eventuali anticipazioni.
L’adesione " volontaria" ai Fondi diventa un ergastolo: da quel momento per tutta la sua vita sarà costretto a versare il Tfr a un Fondo, senza possibilità di sospendere il versamento per qualsiasi motivo. Potrà sospendere solo la quota volontaria e quella "padronale", ma non potrà più bloccare il versamento del Tfr.
Gli Statuti dei Fondi cui fare riferimento non sono quelli che si trovano oggi sui siti Internet, ma quelli che obbligatoriamente verranno modificati entro il 31 marzo 2007 secondo lo schema vincolante del modello di Statuto emanato il 13 novembre dalla Covip, l’organismo di controllo dei Fondi. E lì si dice chiaramente (art. 8 comma 6) che, una volta conferito il Tfr, non si potrà più tornare indietro, così come si dice chiaramente (art.12, comma 2) che anche in caso di licenziamento si potrà al massimo riscattare il 50% dopo un anno che si è disoccupati, e il 100% solo dopo quattro anni di disoccupazione.
A parte il fatto che è proprio il sistema antisolidale dei Fondi una caratteristica delle società e delle leggi improntate al liberismo e alla solitudine sociale, è vero che sarà difficile che questi Fondi chiusi crollino o falliscano, ma per un semplice motivo: poiché non garantiscono nessun rendimento minimo, non saranno i Fondi a colare eventualmente a picco, ma solo le quote degli associati, cioè dei lavoratori. I Fondi rimarranno in piedi semplicemente adeguando il valore delle quote… ciòè saranno le rendite dei lavoratori a ridursi.
Infatti una volta versato sul Fondo, il Tfr e i versamenti volontari non vanno a incrementare un capitale, ma vengono prima detratti delle spese, e poi cessano di essere denaro e vengono trasformati in quote, a seconda del loro valore. Se uno versa 50 e la quota in quel momento vale 10 avrà 5 quote, se la quota vale 20 ne avrà 2,5, e così via, che si andranno a sommare alle precedenti. Quando poi la quota cambia valore, tutte le quote "acquistate" cambiano valore: possono salire, ma possono anche scendere, e quando scendono tutto quanto accantonato scende. Allora attenti: quando il valore scende, salire è molto più difficile. Se le quote valgono 1000 e scendono del 50% vanno a 500. Se poi risalgono sempre del 50% vanno a 750, non tornano a 1000. Vi diranno che il mercato è in pareggio, ma voi avrete perso un quarto di tutto quanto versato. E’ il gioco vecchio della speculazione finanziaria ed è anche truccato, perché se le cose vanno male non solo non potrete vendere le quote, ma dovrete anche continuare a versare il vostro TFR!
Non basta: quando poi finalmente arriverete alla fine della vita lavorativa, voi potrete chiedere subito al massimo il 50% di quanto versato, mentre il resto (o tutto) vi verrà dato con un vitalizio mensile basato sulla vostra "speranza di vita" media. Ovvero le vostre quote saranno divise per gli anni e i mesi che vi restano teoricamente da vivere (oggi fino a 76 per gli uomini, 82 per le donne) e il risultato costituirà il vostro mensile. Una miseria che sarà poi rivalutata non con il sistema di rivalutazione della pensione pubblica (la vecchia scala mobile) ma con i tassi di rivalutazione dei depositi bancari (cioè quasi niente).
Questo sistema-trappola garantisce solo le banche e le assicurazioni. Se gli permetteremo di crescere, non si aggiungerà affatto alla pensione pubblica, ma tenderà a sostituire la pensione pubblica. Una volta inghiottito il Tfr ci chiederanno di versare dentro pezzi sempre più grossi del nostro salario, mentre la parte "versata dal padrone" (quello specchietto per le allodole dell’1% o poco più) diventerà una fettina sempre più striminzita, rapidamente mangiata dal più piccolo scostamento del mercato. I prossimi sei mesi sono decisivi per il futuro delle pensioni nostre e dei nostri figli.
La difesa del Tfr serve a difendere un pezzo di nostro salario, differito ma "ricco", l’unico che ancora è automaticamente rivalutato anche più dell’inflazione.
E serve anche a difendere quel che rimane della previdenza pubblica, ed a tenere aperta la strada per riconquistarci una pensione pubblica dignitosa.
Mentre i Fondi privati, chiusi o aperti che siano, sono l’esatto contrario: non sono una pensione ma un prodotto venduto dagli speculatori finanziari, si prendono i nostri soldi oggi per ridarceli forse domani, creano disuguaglianza e ingiustizia perché lasciano il lavoratore completamente solo in balìa del mercato. (cobas)

pubblichiamo questo volantino dei cobas come primo contributo, vi invitamo a linkarci info. articoli e quant'altro...


http://www.tfr.gov.it/tfr/homeTFR.htm
http://www.controloscippodeltfr.org/
http://www.lomb.cgil.it/tfr-fondipensione/home.htm
http://www.rdbcub.it/2005_tfr.htm

7 Comments:

At 1/25/2007 1:32 PM, Anonymous Anonimo said...

Ha poco a che fare con l'argomento,ma mi premeva fare una domanda. Con l'avvento della PRC nei megastore i magazzinieri hanno aumentato la loro mole di lavoro,colli che si accumulano,divisioni molto dettagliate (sia chiaro,sono d'accordo sul fatto che aiuti molto al settore)...non è che a livello sindacale si può fare qualcosa,come un lieve aumento dello stipendio???mi ricordo quando le divisioni (almeno x i libri) erano x macroaree...perchè non provano i vari Cozzolino e soci ad utilizzare questo metodo????

Fatemi sapere qualcosa!
Huey

 
At 1/25/2007 11:38 PM, Anonymous Anonimo said...

tfr,ecco,altra bella storiaccia.

ma arrivarci al giorno in cui penserò a cosa fare col mio tfr, se continuiamo con 'sti ritmi di lavoro crepo primaaaaa

 
At 1/26/2007 1:04 PM, Anonymous Anonimo said...

Vi faccio i miei complimenti per la chiarezza del post e per le prese di posizione su questa truffa.
Continuate cosi'

exdiscaiormsgalleria

 
At 1/26/2007 7:50 PM, Anonymous Anonimo said...

domanda semplice: se io entro il 30 giugno invio all'azienda una lettera in cui dico che voglio tenere il mio tfr, ciò significa che se mi dovessi licenziare mi darebbero tutta la mia liquidazione come è sempre stato?

io non voglio lasciare i miei soldi proprio a nessuno!!!!!!

 
At 1/26/2007 10:19 PM, Anonymous cavernicolo rosso said...

ciao anonimo...
esattamente così...se mandi la lettera il tfr resta a te e quando ti licenzi potrai averlo tranquilaamente...
questa legge è una truffa fatta alle spese dei lavoratori per fare contente banche ed assicurazioni...

 
At 2/01/2007 4:01 PM, Anonymous Anonimo said...

se l'avesse fatta il centrodestra avresti ragione al 100%...
a suo tempo Maroni e Berlusconi scazzarono proprio perchè il nostro Silvio sentiva discriminate le sue assicurazioni...
ma siccome l'ha fatta il centrosinistra l'apologia sindacale di quest'ennesima truffa ha il suo prezzo...e se mi permettete, che prezzo!!!
i consigli di amministrazione di tutti i fondi di categoria (fonte nel nostro caso) è composto al 50% da loro signori confederali!!

Banditos

 
At 2/06/2007 2:45 PM, Anonymous Anonimo said...

http://www.kataweb.it/spec/articolo_speciale.jsp?ids=1831049&id=1940023

 

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