
Sante vetrine. Sante luminarie. Santo fruscio di carte di credito sfilate dai portafogli e passate nei POS dei negozi. Sante file alle casse. Perché l’uomo del ventunesimo secolo è consumatore. Homo cliens, si dovrebbe chiamare. Perché è su di lui che si regge il mondo. L’economia capitalista ci insegna che gli Stati ricchi sono tali perché ci sono gli Stati poveri che compensano la ricchezza, lo spreco, il lusso con lo sfruttamento, il depauperamento delle risorse, la fame.Questo meccanismo naturalmente funziona anche all’interno degli Stati. L’homo cliens può esistere grazie al pullulare di altre specie. Particolarmente in voga negli ultimi tempi, l’homo precarius e il volontarius, sono gli uomini per tutte le stagioni. Ecco che allora, a Natale, capita di leggere che “Ogni anno in Italia cresce il numero di aziende che si impegnano in progetti sociali: una scelta etica e responsabile perché porta un aiuto concreto alle comunità più povere del mondo, ma anche una scelta strategica perché risponde alle esigenze di consumatori sempre più attenti”. È un articolo che introduce (e sponsorizza) questa commovente iniziativa: avete comprato dei regali da Feltrinelli quest’anno? Avrete notato, allora, che sul vostro pacchetto al posto della coccarda c’era un adesivo con la pubblicità di una organizzazione non governativa. Forse non avete immaginato, però, che tanto bastasse affinché chi ha incartato il vostro regalo non venisse pagato. Proprio così, la stranota catena di librerie che sta registrando il pienone durante queste feste non dà stipendi agli “impacchettatori”. Da settembre sono state sparse nella rete inserzioni per la ricerca di un esercito di volontari (l’anno scorso sono stati 400) cui si prometteva una “stimolante modalità di rimborso spese”, ovvero 10 euro di buoni acquisto, spendibili nella stessa libreria, ogni 3 ore di lavoro svolto. Bello scherzo. Manodopera gratuita nel periodo più caldo dell’anno. E in più l’appagante sensazione di aver fatto del bene! O si tratta piuttosto del brivido dolce e intenso d’esser riusciti a prendere per i fondelli clienti e lavoratori senza alcuna spesa, meritandosi anche l’etichetta di azienda etica?Tutto questo viene giustificato, naturalmente, con il prezioso spazio di visibilità che la Feltrinelli offre alla Onlus COOPI.Più che responsabile, ci appare proprio strategica la scelta di rispolverare a proprio vantaggio il ritrito slogan “a Natale siamo tutti più buoni”. La ricercatrice Marina Montacutelli sul sito ricercatoriprecari.org scrive una bellissima non-letterina a babbo Natale: “Non solo (Babbo Natale) non esiste, o forse ha appesola slitta al chiodo e mandato le renne a pascolare in ordine sparso: vuolfarci credere che volano pure gli asini. E allora non ci sto. Perche' se uso le tabelline, tre piu' due mi viene dubbio risultato; se mi impegno nel calcolo combinatorio, mi chiedo a che servono i dottori diricerca: sono cosi' tanti che ormai li prepara il cepu. (…)Soprattutto, e questo riguarda l'ora di etica, sento una politica che delegittima se stessa: e non e' antipolitica il gridarlo; sento aria di provincialismo, di rese dei conti interne. Di quattro spiccioli, e i precari stanno tutti li': per programmare bisognerebbe fare un salto nel futuro e non ratificare le calze coi buchi o sancire i buchi sulle calze.Vedo mancette private: ma speriamo che Babbo Natale abbia sbagliato camino. Sono stanca, io. Qui volano i cervelli, e gli asini siamo noi.” Come darle torto?Le competenze, i titoli di studio, i corpi e i cervelli: tutto regalato o sottopagato, anche per le feste.E allora passa un po’ la voglia di festeggiare un Natale da centovetrine. Ecco perché quest’anno la fetta di panettone non l’ho lasciata sotto al camino. L’ho messa davanti all’immaginetta di San Precario.
di Costanza Alvaro
P.S.
''Qui il vero presepe siamo noi ed il vero miracolo e' un posto di lavoro dignitoso. Non possiamo permetterci neanche di far nascere il 'bambinello', perche' con uno stipendio da precario non riusciamo a mantenerlo.” Parole - manifesto di una realtà che stride con la dorata atmosfera natalizia (le abbiamo prese in prestito al Coordinamento dei lavoratori Fantasma dell’ospedale Sant’Andrea di Roma).
da:http://www.ccsnews.it/dettaglio.asp?id=2988&titolo=ANCHE%20BABBO%20NATALE%20CI%20PRENDE%20IN%20GIRO